TITOLI DI CREDITO

titolo di credito

Titoli di credito

Il titolo di credito è un documento o un atto contenente la promessa o l’ordine unilaterale di effettuare una data prestazione a favore di chi la presenterà al debitore. Il titolo di credito ha la caratteristica di rappresentare un credito e di ottenere con celerità il trasferimento dello stesso, perché trasferendo il documento si attribuisce ad altri il diritto che è in esso incorporato e la funzione di questo è quello di favorire la circolazione del credito rendendola più sicura e rapida sia nello spazio che nel tempo.

I titoli di credito possono essere distinti in:

  1. titoli di credito al portatore: non sono intestati a nessun soggetto e si trasferiscono mediante la semplice consegna del titolo e sono i libretti di risparmio al portatore, il denaro e l’assegno senza beneficiario,
  2. titoli all’ordine: si trasferiscono mediante consegna del titolo e girata e sono: assegno e cambiale,
  3. titoli nominativi: questi si trasferiscono mediante consegna del titolo, mediante girata in pieno e mediante annotazione sul registro dell’emittente (libro soci S.p.A., azioni nominative).

Titoli di credito


Titolo di credito | Sono caratteri comuni ai titolo di credito:

  1. l’incorporazione: vuol dire che il diritto è incorporato nel documento per cui è sufficiente il possesso del titolo per provare l’esistenza del diritto in esso incorporato e per ottenere la prestazione in esso prevista.
  2. il diritto cartolare: è relativo a un diritto intrinsecamente legato a un documento e che non può essere fatto valere senza la presentazione del documento stesso. Consente i trasferire il titolo come un bene mobile.

La distinzione tra titolarità del diritto incorporato nel titolo e semplice legittimazione al suo esercizio ha dunque quest’effetto semplificante: il possessore (secondo le forme prescritte per quel dato titolo) non deve mostrare che è anche l’effettivo titolare del credito, e il debitore non deve indagare su questa circostanza, perché il possesso del titolo da parte di chi ne richiede il pagamento fa anche presumere la titolarità del credito.

Sotto il profilo teorico si può dire che la titolarità del diritto incorporato nel titolo discende dalla proprietà del supporto cartolare, mentre per la legittimazione ad esercitarlo è sufficiente il possesso (art. 1140 c.c.), ossia la disponibilità di fatto del documento, accompagnata dalle ulteriori forme richieste dalla legge per la circolazione di quel dato tipo di titolo.

Titolo di credito | Proprietà del documento e titolarità del diritto

Normalmente i due piani – proprietà del documento e titolarità del diritto, possesso e legittimazione ad esercitarlo – sono perfettamente sovrapposti: chi è legittimato è di regola anche titolare. L’utilità della distinzione emerge, però, quando a far valere il diritto sulla base del semplice possesso del titolo non è il proprietario del documento (ma ad es. il ladro o il ritrovatore in mala fede).

In questi casi la legge, entro certi limiti, sacrifica la posizione del titolare del diritto per esigenze di semplicità e certezza nel trasferimento. Chi non ha più il possesso materiale del titolo, e dunque ha perduto la legittimazione attiva, può in certi casi recuperarla attraverso un’apposita procedura giudiziaria (l’ammortamento: art. 2016 e 2027 c.c.) ma senza di essa non può mai pretendere la prestazione.

La legittimazione e perciò non solo sufficiente per esercitare il diritto incorporato nel titolo di credito (e, contestualmente, per liberare chi paga al possessore), ma anche necessaria. Non c’è infatti nessuna ipotesi in cui la nuda titolarità, non accompagnata dalla legittimazione, basti per esercitare il diritto cartolarizzato.

Titolo di credito | La Letteralità e l’Autonomia

Se il debitore paga un titolo di credito a chi ne ha acquistato il possesso in modo illecito è liberato solo se, nel suo comportamento, non vi è dolo o colpa grave.

  1. la letteralità: vuol dire che il documento e la portata della persona promessa sono quelli che risultano dal documento per cui il titolare non può protendere una prestazione diversa da quella risultante dal suo documento.
  2. l’autonomia: vuol dire che per facilitare la circolazione del titolo chi acquista per successivi trasferimenti il titolo, acquista a titolo originario un diritto proprio ed autonomo rispetto ai precedenti rapporti intercorsi tra gli altri titolari. La girata permette l’autonomia del diritto.
Titolo di credito | L’Esecutività e l’Astrattezza

Sono invece caratteri che troviamo solo nei titoli cambiari come assegno e cambiale: l’esecutività e l’astrattezza.

  1. l’esecutività: consiste nella possibilità di effettuare un azione forzata nei confronti dei debitori senza dover ricorrere ad una preventiva azione di accertamento del diritto. Il portatore della cambiale può, senza bisogno di intentare un giudizio, ottenere una sentenza di condanna e agire esecutivamente contro il debitore per ottenere il pagamento.
  2. l’astrattezza: indica il fatto che nei titoli cambiari non vi è l’indicazione del motivo legato alla loro emissione ossia non è indicato il rapporto contrattuale che ha fatto nascere il titolo.

Le eccezioni reali e le eccezioni personali 

Eccezioni reali: (il debitore può opporsi al possessore del titolo). Sono elencate in modo tassativo nell’art.1993 c.c. e sono caratterizzate dal fatto di essere opponibili a qualsiasi portatore del titolo di credito. Esse sono:

Eccezioni di forma;

Difetto di capacità: è esteso a tutte le ipotesi d’esclusione o limitazione della capacità legale, con riferimento all’obbligazione cartolare; questa non si riferisce ad incapacità naturale, poiché non conoscibile dai pubblici registri;

Difetto di rappresentanza: (al momento dell’emissione). Si manifesta nell’agire in nome e per conto altrui (artt. 1392 ss. c.c.)

Mancanza delle condizioni necessarie per esercizio dell’azione: sono tutte le ipotesi in cui la legge, o l’autonomia privata, condizionino, mediante apposita indicazione sul titolo, l’esercizio del diritto cartolare; (disponibilità del portatore alla contestuale restituzione del titolo).

Eccezioni personali : sono eccezioni opponibili solo ad un determinato portatore. Si ritiene che la categoria si suddivida in due sub categorie:

  1. Eccezioni fondate su un rapporto personale con il debitore: si ricollegano a tutti quei rapporti, intercorsi con un determinato portatore, idonei ad incidere negativamente sulla pretesa cartolare (dilazione del termine, compensazione ecc.). In genere tali eccezioni sono opponibili al portatore con il quale è intercorso il rapporto personale che ne costituisce il fondamento; esse si propagano al portatore successivo se questo ha agito intenzionalmente a danno del debitore al momento dell’acquisto del titolo.
    Ciò che è importante non è la semplice conoscenza dell’esistenza delle eccezioni, bensì il dolo cioè la collusione con il portatore precedente.
  2. Eccezioni personali in senso stretto : sono legate al difetto di titolarità, il debitore rifiuta il pagamento, perché il possessore legittimo non ha la proprietà del titolo, e quindi non ha la titolarità del credito; ciò può dipendere dal possesso del titolo senza un contratto di rilascio o di trasmissione (in base ad un contratto nullo o annullato).

La cambiale

La Cambiale è un titolo all’ordine formale ed astratto che attribuisce al possessore legittimo il diritto incondizionato di farsi pagare una somma determinata alla scadenza indicata.

Da questa definizione si ricava che la cambiale è un titolo all’ordine, vuol dire che vi è la possibilità di circolare mediante girata a meno che questa non sia esclusa con la clausola “non all’ordine”, è un titolo formale , vuol dire che nella cambiale la forma scritta è un elemento essenziale per l’esistenza del titolo stesso e deve contenere tutti i requisiti richiesti sul foglietto cambiario; è anche un titolo astratto, infatti nella cambiale manca qualsiasi menzione del rapporto nato per dar vita alla stessa, ed infine è un titolo esecutivo fondamentale, a condizione che siano osservate le disposizioni di carattere fiscale previste dalla legge, e cioè deve essere in regola con il bollo fin dall’inizio.

Vi sono due tipi di cambiali, la cambiale tratta e il pagherò cambiario:

  1. la tratta o cambiale in senso stretto contiene l’ordine che una persona (traente) da ad un altra (trattario) di pagare ad un terzo (prenditore-beneficiario) una somma di denaro alla scadenza indicata sul documento stesso; il rapporto che lega il traente ed il trattario si chiama rapporto di provvista e corrisponde di solito ad un credito che il traente vanta nei confronti del trattario.
  2. Il vaglia cambiario o pagherò contiene invece la promessa fatta da una persona (emittente) di pagare ad un terzo (prenditore-beneficiario) una somma di denaro ad una determinata scadenza.

Sia la tratta che il vaglia cambiario sono negozi giuridici unilaterali.

Esempio di cambiale tratta:

Milano 09 agosto 2019

Pagate per questa cambiale il 1/11/2019

950,00 € al Sig. Rossi (prenditore o beneficiario)

il sig. Verdi (trattario) firma Bruno (traente)

Esempio di vaglia cambiale o pagherò:

Pagherò il 1/12/2019 per questa mia cambiale di euro 950,00 al Sig. Rossi (prenditore o beneficiario)

firma Verdi (emittente)

Requisiti della cambiale

Elementi essenziali:

  • Denominazione del titolo (cambiale);
  • ordine incondizionato (di pagare) o promessa incondizionata (di pagare);
  • nome di chi paga (trattario o traente);
  • nome del beneficiario-prenditore;
  • data dell’emissione;
  • sottoscrizione del titolo;

Se non è indicato l’istituto di credito dove il pagamento deve essere eseguito, la cambiale deve essere pagata presso il domicilio del debitore.

La mancanza di uno di questi requisiti essenziali fa si che il documento valga non più come cambiale ma solo come attestazione di credito.

La dichiarazione cambiaria (sia vaglia che tratta) deve essere redatta in forma scritta su un apposito modello regolamentare bollato; questa imposta di bollo, deve essere pari al 12‰ (12 per mille) dell’importo riportato sul titolo e se la cambiale non viene bollata sin dall’origine non ha efficacia di titolo esecutivo ma è valida solo come promessa di pagamento; inoltre qualora la cambiale non sia in regola con il bollo, perché ad es. insufficiente rispetto all’importo, e viene presentata in giudizio, l’esercizio dell’azione legale resta sospeso finché non sia dovuta e pagata la tassa e la relativa penalità e quindi una cambiale con bollo insufficiente in caso di mancato pagamento sarebbe protestabile solo per l’importo coperto dal bollo. Inoltre la somma da pagarsi deve essere scritta due volte, (lettere e cifra ) e se vi è differenza fra le due, prevale quella scritta in lettere.

Gli elementi accidentali della cambiale sono:

  1. Il luogo di pagamento: se manca il luogo vale per la tratta il domicilio del trattario, per il vaglia quello dell’emittente;
  2. La data di scadenza: essa può essere a giorno fisso o a vista . È a giorno fisso (es. il 04 giugno 2020); a vista, pagata nel momento della presentazione al debitore per il pagamento. Se non c’è determinazione di scadenza la cambiale si considera pagabile sempre a vista ossia al momento della presentazione al debitore;
  3. Il luogo di emissione: in mancanza si considera sottoscritta nel luogo accanto al nome del traente o emittente, in mancanza di questo la cambiale è nulla.

Tutti i requisiti cambiari devono sussistere nel momento in cui la cambiale è presentata per il pagamento, invece nel momento dell’emissione è sufficiente che vi sia solo la firma dell’emittente e la denominazione cambiaria. La cambiale che circola sprovvista di uno o più dei requisiti essenziali viene definita incompleta quando il rilascio dei titolo avviene senza un accordo per il suo successivo riempimento o si dice in bianco quando sussiste un contratto di riempimento successivo. Nel caso, la facoltà di riempimento può essere sottoposta chiaramente ad un termine di decadenza massimo di tre anni dall’emissione del titolo. In questo caso il titolo cambiario non è completo perché alcuni elementi saranno aggiunti in seguito.

Una cambiale viene detta bruciante quando presenta una scadenza molto vicina nel tempo.

Una cambiale si dice domiciliata quando è pagabile presso una banca o in un luogo diverso dal domicilio del debitore.

Se la cambiale viene sottoscritta da un rappresentante, deve contenere la clausola “per procura”.

Accettazione della tratta

Accettazione della tratta è l’atto con cui il trattario entra nel rapporto cambiario e si obbliga a pagare la somma indicata nel titolo, questo è proprio della cambiale tratta dove una persona, cioè il traente da ad un’altra trattario, l’ordine di pagare una certa somma e il traente in questo modo assume l’obbligazione di pagare nell’ipotesi in cui il trattario non paghi nei confronti del terzo.

Tra il traente ed il trattario esiste un rapporto di provvista o rapporto fondamentale ed è quello che permette al di dare ordine di pagare una somma determinata al prenditore della cambiale (il trattario è debitore del traente). Ad accettazione avvenuta quindi il trattario entra nel rapporto cambiario e vi entra come obbligato principale. L’accettazione è indicata con la parola “accettato” o anche “visto” ma anche con la semplice sottoscrizione del trattario sulla facciata anteriore della cambiale.

L’accettazione è ammessa anche per una parte della somma e se il trattario rifiuta di accettare, il rifiuto deve essere accertato mediante protesto e la mancata accettazione da luogo all’azione di regresso nei confronti dei giranti e del traente.

Categoria degli obbligati della cambiale

Gli obbligati al pagamento della cambiale sono:

  1. gli obbligati principali che sono l’emittente nel pagherò, il trattario accettante nella tratta;
  2. gli obbligati di regresso o quelli in via di regresso ossia sono il traente ed i giranti nel caso di rifiuto dell’obbligato principale.

L’avallante assume la posizione di obbligato principale se da avallo per un obbligato principale, altrimenti assume la posizione di obbligato in via di regresso. Alla data di scadenza della cambiale se l’obbligato principale rifiuta il pagamento, il portatore legittimo del titolo può rivolgersi ad uno qualunque a sua scelta fra gli obbligati cambiari. L’obbligato di regresso poi può pretendere il rimborso di quanto ha pagato dai giranti che lo precedono, dal traente e dai loro avallanti.

Azioni cambiare

Il portatore di una cambiale qualora il pagamento venga rifiutato dal trattario per la tratta o dall’emittente per il pagherò, può pretendere il medesimo pagamento da tutti gli obbligati cambiari e a questo fine può iniziare l’esecuzione forzata sul patrimonio del debitore servendosi della cambiale come titolo esecutivo. Se non è in regola con il bollo si può promuovere il procedimento di cognizione o ancora si può procedere con il procedimento ingiuntivo il quale consente di iscrivere quando è possibile ipoteca giudiziale.

In tutti questi casi l’azione legale cambiaria può essere:

  1. un’azione diretta: contro gli obbligati principali (emittente, trattario accettante e avallante). Questa azione non è subordinata al protesto e può essere esercitata entro 3 anni (termine di prescrizione) a decorrere dalla data di scadenza.
  2. Azione di regresso: contro gli obbligati di regresso (traente, giranti e avallanti) e purché il titolo sia andato in protesto. Questa azione può essere esercitata entro 1 anno (termine di prescrizione) a decorrere dalla data del protesto o da quella di scadenza se vi è la clausola “senza spese”.

Le cambiali finanziarie

Le cambiali finanziarie sono titoli di credito all’ordine emessi in serie ed aventi una scadenza non inferiore a un mese e non superiore a trentasei mesi dalla data dell’emissione. Hanno come funzione la raccolta di denaro presso i risparmiatori attraverso dei mutui collettivi con lo strumento cambiario per investirlo nell’attività dell’emittente.

Le cambiali finanziarie sono equiparate per ogni effetto di legge alle cambiali ordinarie, sono girabili esclusivamente con la clausola “senza garanzia” o equivalenti e contengono, oltre alla denominazione di “cambiale finanziaria” inserita nel contesto del titolo, gli altri elementi della cambiale ordinaria.

L’emissione di cambiali finanziarie costituisce raccolta del risparmio. Le cambiali finanziarie devono essere emesse con la clausola “senza garanzia” per tutelare il girante in caso di inadempimento dell’emittente. Le cambiali finanziarie sono considerate valori mobiliari per qualsiasi finalità prevista dall’ordinamento.

Costituendo raccolta del risparmio, l’emissione di cambiali finanziarie è riservata a società o enti che forniscano particolari garanzie di solvibilità, ma il c.d. decreto sviluppo d.l. 83\2012  ha allargato la rosa dei soggetti che possono emettere cambiali finanziarie, che ora possono essere emesse anche in forma dematerializzata ma a determinate condizioni e solo per il tramite di una società autorizzata alla prestazione del servizio di gestione accentrata di strumenti finanziari.

I soggetti che possono emettere le cambiali finanziarie sono:

  1. Società di capitali,
  2. Società cooperative e mutue assicuratrici diverse dalle banche e dalle micro-imprese,
  3. Società e enti non aventi titoli rappresentativi del capitale negoziati in mercati regolamentati o non regolamentati, ma possono emettere cambiali finanziari a particolari condizioni.

La vera novità introdotta dal decreto sviluppo sta nella possibilità che anche le società non quotate in mercati regolamentati o non regolamentati possano emettere cambiali finanziarie, ma a particolari condizioni, anzi con una particolare assistenza fornita da uno “sponsor” che supporta l’emissione di detti titoli come una banca o un’impresa di investimento, una società di gestione del risparmio, una società di gestione armonizzata, una società di investimento a capitale variabile purché con succursale costituita nel territorio dello Stato.

Lo sponsor assiste l’emittente nella procedura di emissione dei titoli e lo supporta nella fase di collocamento dei titoli stessi e deve segnalare, per ciascun emittente, se l’ammontare di cambiali finanziarie in circolazione  è superiore al totale dell’attivo corrente, come rilevabile dall’ultimo bilancio approvato, e deve anche classificare l’emittente in almeno 5 categorie di qualità creditizia che deve rendere pubbliche. Lo sponsor mantiene nel proprio portafoglio, fino alla naturale scadenza, una quota minima stabilita dalla legge di titoli emessi dalla società non quotata.

I soggetti cui devono essere emesse e girate le cambiali finanziarie emesse da società non quotate sono investitori professionali che non siano, direttamente o indirettamente, soci della società emittente. Le società diverse dalle medie e dalle piccole imprese, e non quotate, possono rinunciare alla nomina dello sponsor, e, comunque, si può evitare che lo sponsor detenga una quota dei titoli della società (non quotata) emittente qualora l’emissione sia assistita, in misura non inferiore al 25 per cento del valore di emissione, da garanzie prestate da una banca o da un’impresa d’investimento, oppure da un consorzio di garanzia collettiva dei fidi per le cambiali emesse da società aderenti al consorzio.

L’assegno bancario

L’assegno bancario è un titolo di credito che ha la struttura formale della cambiale tratta ma svolge una funzione economica diversa, infatti rappresenta uno strumento di pagamento a servizio di chi ha fondi disponibili presso una banca.

L’assegno bancario al momento dell’emissione viene firmato dal titolare del conto corrente.

L’assegno bancario contiene l’ordine incondizionato rivolto dal traente ad una banca di pagare una somma determinata ed è quindi strettamente legato al deposito bancario che il traente ha presso il trattario. Se la banca non paga per mancanza di fondi, essendo l’assegno un titolo esecutivo, il portatore potrà sempre rivolgersi con l’azione di regresso contro gli obbligati in via di regresso e cioè il traente (emissario dell’assegno ) e gli eventuali giranti. L’assegno bancario può essere all’“ordine” o al “portatore”.

L’assegno bancario per essere valido deve contenere alcuni requisiti essenziali:

  1. la denominazione di assegno bancario
  2. l’ordine di pagare una determinata somma
  3. l’indicazione del trattario
  4. il luogo di pagamento anche se per questo è sufficiente che il luogo sia determinabile
  5. data e luogo di emissione
  6. la sottoscrizione (firma del traente )

L’assegno con la data in bianco è nullo anche se nella pratica è molto frequente; invece l’assegno post-datato con l’indicazione di una data successiva a quella dell’emissione è immediatamente esigibile e comporta a carico dell’emittente delle conseguenze fiscali. Non si considera post-datato un assegno con post-datazione massima di 4 gg. Se l’assegno non è interamente coperto è ammesso il pagamento parziale.

L’emissione di un assegno senza copertura (assegno a vuoto) non è più reato ma importa a carico del traente l’applicazione di sanzioni pecuniarie (illecito amministrativo) e personali e fra le sanzioni accessorie rientra l’iscrizione dell’autore dell’illecito nell’archivio informatico degli assegni e delle carte di pagamento irregolari presso la Banca d’Italia.

L’assegno bancario è pagabile a vista e deve essere presentato alla banca trattaria per il pagamento entro termini assai brevi e cioè 8 giorni (se è pagabile nello stesso Comune; cd. “assegno su piazza”), 15 giorni (se pagabile in un Comune diverso; cd. “assegno fuori piazza”), 20 giorni (se è pagabile in un Paese diverso ma nello stesso continente di emissione), 60 giorni (se Paese di altro continente). La scadenza del termine non impedisce la presentazione dell’assegno al pagamento.

Tuttavia il traente (colui che ha emesso l’assegno) può disporre la revoca dell’ordine di pagamento dopo la scadenza del termine di presentazione.

Se l’assegno non viene riscosso entro i termini previsti dalla legge l’emittente può ordinare alla banca di revocare l’ordine di pagamento.

La revoca dall’ordine di pagamento dovrà essere ovviamente manifestata alla banca in modo che non sia contestabile e pertanto in forma scritta. Tale facoltà di disporre la revoca dell’ordine di pagamento (con la quale la banca è liberata/impedita dall’effettuare il pagamento e neppure si potrà procedere al protesto dell’assegno in quanto oltrepassati i termini di presentazione all’incasso) discende dalla esigenza di permettere al traente – superato un certo lasso di tempo – di poter liberamente disporre della provvista sul conto.

La circolazione dell’assegno

L’assegno può essere soggetto a furti o a smarrimento e la legge così ha predisposto una serie di cautele limitative della circolazione.

  • Clausola non all’ordine: questo assegno bancario può essere ceduto soltanto con la forma della cessione ordinaria, cioè il trasferimento si ottiene mediante la consegna del titolo e non mediante girata.
  • Clausola non trasferibile: questa clausola blocca la circolazione del titolo quindi l’assegno non solo non è girabile ma anche non cedibile. Questo assegno quindi può essere pagato solo al prenditore e di conseguenza se l’assegno viene rubato o viene smarrito né il ladro né il ritrovatore possono chiedere la somma, e neanche possono trasferire il credito. La clausola di non trasferibilità è obbligatoria per gli assegni bancari e circolari di importi pari o superiori a 999,99 euro.

L’assegno sbarrato

Il traente o il portatore possono sbarrare l’assegno apponendo sulla facciata anteriore due segni di sbarratura (//) questo è lo sbarramento generale, l’assegno in questo caso non può essere incassato se non da un cliente della stessa banca trattaria, ma può essere versato in un’altra banca qualsiasi; oppure con l’indicazione del nome di una Banca fra le sbarre e questo è lo sbarramento speciale, in questo caso l’assegno dovrà essere versato necessariamente nella banca indicata tra le sbarre.

L’assegno turistico traveller’s check

Questo tipo di assegno è subordinato all’esistenza sul titolo di una doppia firma conforme del prenditore il quale deve ripetere la firma all’atto della presentazione e questa procedura mette al sicuro il prenditore da eventuali smarrimenti, in quanto il ritrovatore dell’assegno per incassarlo dovrebbe riuscire ad apporre sul titolo al momento della presentazione una firma identica a quella già apposta dal prenditore.

L’assegno circolare

L’assegno circolare è un titolo di credito all’ordine formale emesso da un Istituto bancario autorizzato dalla Banca d’Italia contenente la promessa di pagare a vista al prenditore la somma su di esso indicata. l’assegno circolare è simile per struttura al pagherò cambiario perché contiene la promessa incondizionata della banca emittente di pagare a vista una somma determinata, ma si differenzia nettamente dal pagherò sotto il profilo della funzione che è infatti quella di consentire l’effettuazione di pagamento senza il rischio dello spostamento materiale della materia. L’emissione dell’assegno circolare deve essere correlato alla esistenza di somma disponibile presso l’istituto emittente e questa viene indicata con il termine di provvista e deve essere costituita mediante un versamento in contanti nella cassa dell’istituto di credito dell’importo corrispondente a quello portato dall’assegno.

Il bancomat

È un documento di legittimazione, automatizzato, che consente di effettuare operazioni bancarie mediante tessera magnetica personale. I documenti di legittimazione non sono titoli di credito ma servono solo ad identificare l’avente diritto alla prestazione. Tali documenti sono molto diffusi nella vita quotidiana, pensiamo, ad esempio, ai biglietti dell’autobus e del cinema. Non essendo titoli di credito, ad essi non si applica la relativa disciplina, ad esclusione di quella relativa alla legittimazione del possessore del titolo.

La girata

La girata è un negozio giuridico che trasferisce un titolo di credito. Essendo la cambiale un titolo all’ordine  circola mediante girata, a meno che il traente abbia inserito nella cambiale le parole “non all’ordine” o un’espressione equivalente. In tal caso il titolo è trasferibile solo nella forma e con gli effetti di una cessione ordinaria del credito. La girata è un negozio giuridico di trasferimento di garanzia cartolare (cioè risulta dal titolo) unilaterale ed astratto che contiene una dichiarazione scritta sul titolo attraverso il quale il girante ordina al debitore di effettuare il pagamento del titolo stesso, non più in proprio favore ma a vantaggio di un altro soggetto detto giratario.

“La formula è per me pagate a…”

Insieme alla funzione di trasferimento la girata ha un’ulteriore funzione di garanzia, infatti il girante diviene anche lui un obbligato cambiario in via di regresso ed è solidamente responsabile per il pagamento della cambiale, la può escludere però opponendo alla girata la clausola “senza garanzia”. La girata può essere in pieno con la firma del girante e l’indicazione del giratario (per me pagate al Sig. Mario Verdi), oppure in bianco e in questo caso non vi è l’indicazione del giratario ed è costituita dalla sola firma del girante.

Nel caso di girata in bianco il giratario può riempirla con il proprio nome o con quello di un’altra persona, può girare di nuovo la cambiale in bianco a persona determinata oppure trasmettere la cambiale ad una terza senza riempire la girata in bianco e senza girarla. Se la girata non produce tutti gli effetti suoi tipici, si dice ” impropria” e contiene le seguenti clausole:

  1. La girata per procura o per incasso: e in questo caso viene attribuito al giratario la veste del mandatario del girante incaricato di riscuotere la somma, vuol dire che il giratario potrà chiedere in nome e per conto del girante il pagamento, cioè agisce come il rappresentante del girante. Non può girarla. Non sussiste la funzione di garanzia propria della girata non avendo il giratario un diritto proprio.
  2. La girata valuta in garanzia o valuta in pegno: con la quale la cambiale viene data in pegno con la clausola “valuta in garanzia” o “valuta in pegno” al giratario che può chiedere al debitore il pagamento e con questo soddisfarsi del suo credito. Il giratario diviene creditore pignoratizio sulla cambiale; non può girarla (salvo che per procura) ma può esercitare tutti i diritti relativi al titolo ed a lui non possono essere opposte eccezioni fondate sui rapporti degli obbligati con il girante.

Il protesto

Il protesto è l’accertamento ufficiale del mancato pagamento di un titolo di credito. È un atto pubblico che viene redatto o da un ufficiale giudiziario o da un notaio nel quale si accerta in forma solenne, l’avvenuta presentazione della cambiale e il conseguente rifiuto di accettare di pagare. Il protesto non è necessario se la cambiale contiene la clausola “senza spese” o “senza protesto”.

I pubblici ufficiali abilitati a levare protesti cambiari devono comunicare al Presidente della Camera di Commercio competente l’elenco dei protesti per mancato pagamento o per mancata accettazione di cambiali con gli eventuali motivi del rifiuto, affinché siano iscritti nell’apposito registro informatico dei protestati, istituito presso ciascuna camera di commercio. La notizia del protesto è conservata nel Registro informatico fino alla sua cancellazione o per 5 anni dalla registrazione, al protesto segue il pignoramento sui beni del debitore.

L’ammortamento

Il titolo di credito si può smarrire, può essere rubato o essere distrutto e la legge per questo fa conseguire a colui che ha perduto il titolo un documento che lo sostituisce, ma la legge deve tenere anche conto che il titolo originario può continuare a circolare. Per far conciliare queste opposte esigenze, è stato predisposto un particolare procedimento detto ammortamento rivolto ad eliminare l’efficacia del titolo smarrito o rubato e a concedere al possessore un duplicato cosi che il pagamento sia ugualmente eseguito in suo favore.

L’ammortamento è però previsto per i soli titoli all’ordine e nominativi e non per i titoli al portatore; per i primi il legittimo possessore che li abbia perduti può denunciare questi fatti all’emittente del titolo fornendo la prova ed avrà diritto alla prestazione solo dopo che sia trascorso il termine di prescrizione di 10 anni; ma il titolo al portatore può continuare a circolare e questo può venire acquistato in modo legittimo da un possessore di buona fede.

La procedura di ammortamento inizia presentando domanda al Presidente del Tribunale del luogo in cui è pagabile l’assegno o la cambiale. Si accerta la verità dei fatti e si pronuncia con decreto l’ammortamento da pubblicarsi sulla G.U. – al quale si può fare opposizione – trascorsi trenta giorni diviene definitivo. Il titolo di credito perde così efficacia e chi ha ottenuto l’ammortamento può esigere il pagamento del titolo.

L’avvallo

L’avallo è una garanzia di pagamento. Con l’avallo un soggetto detto avallante, sottoscrive una cambiale o un assegno garantendo il pagamento di un atto obbligato verso il cosiddetto avallato. L’avallante non può pretendere che il portatore della cambiale escuta, cioè vada a chiedere soddisfazione, per primo all’avallato. L’avallante che effettui il pagamento della somma cambiaria acquista in modo autonomo i diritti indicati nella cambiale accresciuti degli interessi e delle spese. L’obbligazione di avallo deve essere scritta nella cambiale e di solito si usa il termine “per avallo” seguito dalla firma dell’avallante. E’ ammesso anche l’avallo parziale dato cioè solo per una parte della somma cambiaria.

L’avallo, come la fidejussione, è una garanzia di tipo personale ma si distingue da quest’ultima perché solitamente la fidejussione è una garanzia accessoria a quella principale e il fideiussore risponde solo se il debitore non paga (il creditore può chiedere l’adempimento indifferentemente al fideiussore o al debitore), mentre nell’avallo l’avallante non può obbligare il portatore del titolo ad escutere preventivamente il patrimonio dell’avallato.


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