CONDOMINIO | QUANDO SI CONFIGURA IL SUPERCONDOMINIO

Supercondominio

Se più edifici autonomi, palazzi o villette, hanno delle parti in comune, per esempio la portineria, il cortile, un giardino o il campo sportivo, si configura il cosiddetto super condominio.

La legge di riforma 220/2012 ha esteso anche a tale istituto le norme civilistiche che regolano i “normali” condomini, mettendo fine al lungo dibattito sull’eventualità o meno di applicare la disciplina sulla comunione. In tal senso, l’articolo 1117 bis del Codice civile spiega come la normativa immobiliari o più edifici, ovvero più condomini di unità immobiliari o di edifici abbiano parti comuni ai sensi dell’articolo 1117.

Per quanto concerne la partecipazione all’assemblea del supercondominio, che delibera esclusivamente sulle parti condivise, qualora il numero complessivo delle unità‘ immobiliari sia inferiore a 60, vi prendono parte soltanto i singoli proprietari, mentre se i condomini sono più di 60, come si legge nel riformato articolo 67 delle disposizioni di attuazione e transitorie del Codice civile

“… ciascun condominio deve designare, con la maggioranza di cui all’articolo 1136, quinto comma, del codice, il proprio rappresentante all’assemblea per la gestione ordinaria delle parti comuni a più condomini e per la nomina dell’amministratore. In mancanza, ciascun partecipante può chiedere che l’autorità giudiziaria nomini il rappresentante del proprio condominio”.

Indice

L’articolo inoltre, specifica, che “… qualora alcuni dei condomini interessati non abbiano nominato il proprio rappresentante, l’autorità giudiziaria provvede alla nomina su ricorso anche di uno solo dei rappresentanti già nominati, previa diffida a provvedervi entro un congruo termine”. La diffida e il ricorso all’autorità giudiziaria sono notificati al condominio cui si riferiscono in persona dell’amministratore o, in mancanza, a tutti i condomini.

Lo scioglimento del condominio salvo diverse disposizioni del regolamento contrattuale e dei, rogiti notarili, come previsto dall’articolo 61 delle Disposizioni di attuazione del Codice civile, qualora sia possibile dividere un edificio o un gruppo di edifici appartenenti a proprietari diversi in parti che abbiano le caratteristiche di edifici autonomi, il condominio può essere sciolto e i comproprietari di ciascuna parte possono costituirsi in un condominio separato.

Lo scioglimento è deliberato dall’assemblea con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio oppure, nel caso in cui non si riesca a prendere una decisione, disposto dall’autorità giudiziaria su domanda di almeno un terzo dei comproprietari di quella parte dell’edificio della quale si chiede la separazione.


VetrinaFacile.it

Cerchi un immobile a Roma?

Vendi o affitti il tuo immobile a Roma e nel Lazio?

Cedi l’attività commerciale?

Come possiamo aiutarti?

Contattaci al 388.24.61.203 o scrivici a info@vetrinafacile.it o se preferisci essere contattato da noi lascia la tua richiesta qui


Infine, nel caso in cui la divisione comporti la modifica dello stato delle cose e sia necessario realizzare alcune opere per sistemare diversamente i locali e le dipendenze tra gli edifici condominiali, per deliberare lo scioglimento é necessario il quorum previsto dall’articolo 1136, comma 5 del Codice civile, vale a dire un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno i due terzi del valore dell’edificio.

Supercondominio | Condominium

Condominium, vale a dire “dominare insieme“. È l’etimologia della parola latina, già utilizzata nel medioevo, a rendere l’idea di quale sia ancora oggi la principale funzione del condominio, che, in assenza di una definizione nel codice civile, può essere descritto come l’istituto giuridico che nasce naturalmente, senza la sottoscrizione di alcun contratto, nell’esatto momento in cui in un palazzo, solitamente formato da più piani, coesistono almeno due differenti proprietari che condividono la proprietà di alcune parti comuni dell’edificio, sulle quali per l’appunto “dominano insieme“. Il condominio non si identifica con l’intero palazzo, ma soltanto con l’insieme delle parti comuni poste a servizio di un complesso di unità immobiliari, ognuna delle quali di proprietà singola.

Il condominio non è quindi individuabile con l’intero palazzo, ma soltanto con l’insieme delle parti comuni poste a servizio di un complesso di unità immobiliari, ognuna delle quali di proprietà singola. Parti che possono essere elementi strutturali e necessari come, per esempio, il tetto, le scale il portone e le mura, che assicurano l’esistenza stessa dell’edificio e la sua stabilità , ma anche impianti utili ai condomini (idrici, fognari, gas, riscaldamento, energia elettrica ecc.) e, in generale, tutti quei beni e quei servizi che dagli atti non risultano di proprietà esclusiva di qualcuno.

Supercondominio | In sintesi

Il condominio nasce in modo spontaneo nello stesso istante in cui l’impresa costruttrice vende il primo appartamento: a partire da quei momenti realizza una doppia proprietà e ciascun condomino ha il diritto di convocare la prima assemblea.

La legge di riforma 220 dell’11 dicembre 2012, entrata in vigore il 18 giugno dell’anno successivo, ha modificato in modo sostanziale alcune delle norme in tema di condominio contenute nel Libro terzo della proprietà del Codice civile del 1942, ma sono ancora numerose le questioni “spinose” sulle quali tribunali e Cassazione si esprimono ogni giorno, a cominciare dalla distinzione su cosa compete alla vita comune condominiale e cosa invece no.

Supercondominio | La cessazione del condominio

Se la nascita del condominio é spontanea e repentina, lo è altrettanto la sua cessazione. Ciò avviene in seguito a un evento catastrofico (terremoto, alluvione, guerra) che distrugge totalmente o parzia|mente l’edificio.

Per l’articolo 1128 comma 1 del Codice civile:

“… se l’edificio perisce interamente o per una parte che rappresenti i tre quarti del suo valore, ciascuno dei condomini può richiedere la vendita all’asta del suolo e dei materiali, salvo che sia stato diversamente convenuto”.


TORNA ALLA HOME

Cerchi un immobile a Roma?

Vendi o affitti il tuo immobile a Roma e nel Lazio?

Cedi l’attività commerciale?

Come possiamo aiutarti?

Contattaci al 388.24.61.203 o scrivici a info@vetrinafacile.it o se preferisci essere contattato da noi lascia la tua richiesta qui

Nota: questa pagina è stata aggiornata il: