ROMA (RM) VENDITA APPARTAMENTO STUDIO PROFESSIONALE QUARTIERE AFRICANO

Roma vendita appartamento a10

Ultimo aggiornamento 26 Febbraio 2021 da VetrinaFacile.it & Bacheca Immobiliare

Roma vendita appartamento A10

Roma vendita appartamento A10. Proponiamo in vendita prestigioso appartamento – studio professionale di cat. A10 – posto al piano seminterrato. L’appartamento ha una superficie catastale di 149 mq suddiviso in due ampi saloni, sala riunioni, quattro camere e due servizi. L’appartamento ha un doppio ingresso il che lo renderebbe facilmente divisibile e frazionabile in due unità indipendenti. Possibile cambio di destinazione d’uso in residenziale. Disponibilità immediata.

Galleria Fotografica 

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Scheda Immobile (Roma vendita appartamento a10)

Città: Roma 
Via Giovanni Animuccia
 Intera proprietà
 A/10
 Normale
 182
 + di 6
 No
 -1
 4
 1
 6
 2
 Ascensore
 Centralizzato
Classe energetica: “G” 175 (kwh/mq)
 175
 499,000.00 euro
 Immediata

Referente

Alessandro Simone

392.36.37.775

alessandro.simone@vetrinafacile.it

Red s.r.l. Gruppo Frimm

Curiosità quartiere Coppedè

Il quartiere Coppedè è un complesso di edifici situato a Roma nel quartiere Trieste, nell’isolato compreso fra via Tagliamento, via Arno, via Ombrone, via Serchio e via Clitunno.

Pur non essendo propriamente un quartiere, venne così chiamato dallo stesso architetto che lo ha progettato e da cui prende il nome, Gino Coppedè. È composto da diciotto palazzi e ventisette tra palazzine ed edifici disposte intorno al nucleo centrale di piazza Mincio.

Nel 1915 la Società Anonima Edilizia Moderna, con sede in piazza di Pietra, avente come amministratore delegato Aonzo Arnaldo, idea una zona abitativa a Roma, adiacente a piazza Quadrata (piazza Buenos Aires), tra i confini dei Parioli e tra i nuovi, per l’epoca, quartieri Salario e Trieste. Il progetto viene affidato a Gino Coppedè. I finanzieri Cerruti, con Coppedè, vollero ripercorrere, su Roma, il percorso avviato a Genova con lo stesso Coppedè. Il quartiere nasce sul piano regolatore dell’ingegner Edmondo Sanjust di Teulada del 1909 (Sindaco Ernesto Nathan), tra non poche difficoltà e contrasti tra la commissione edilizia e l’architetto Coppedè, con vincoli imposti dalla sovraintendenza della commissione edilizia, come accadde nel 1918 su concessione dell’allora assessore all’urbanistica, Galassi, sul lotto di Via Po. Anche se il dizionario architettonico di Pevsner, Fleming e Honour cita la data del 1912, la prima presentazione del progetto sarebbe avvenuta il 19 ottobre 1916 e la progettazione risalirebbe quindi al 1915 quando Coppedè fu incaricato dai finanzieri Cerruti e Becchi. Nel 1921 vengono terminati i Palazzi degli Ambasciatori ed il quartiere rimase incompiuto da Coppedè alla sua morte avvenuta nel 1927.

Il quartiere fu completato da Paolo Emilio André. Il piano dell’opera comprendeva inizialmente la costruzione di 18 palazzi e 27 edifici tra palazzine e villini. Il 23 agosto 1917 la commissione edilizia fece una richiesta a Coppedè di dare al quartiere un’impronta romana. Così Coppedè utilizzò il tema della Roma antica come le cornici e le modanature alla Roma imperiale ed un arcone richiamante gli archi di trionfo del Foro Romano.

Nel febbraio del 1918 viene approvato il progetto dei Palazzi degli ambasciatori con la condizione di chiudere la via diagonale (l’attuale via Dora) per farla diventare una via privata. Nel 1920 venne rifiutata la costruzione dei Villini delle Fate in via Rubicone. Per la realizzazione venne usato il travertino (sempre in onore della Roma imperiale) mentre gli interni sono realizzati in: maiolica smaltata per le cucine, con parquet in legno per i soggiorni, mosaici in stile pompeiano per i bagni.

La vicinanza alla discoteca Piper Club ha spesso causato danni al quartiere, dovuti ai frequenti atti vandalici compiuti dai frequentatori della discoteca.

fonte wikipedia