DIRITTO DI FAMIGLIA: EQUILIBRO TRA DIRITTI E RESPONSABILITÁ

Riforma del diritto di famiglia VetrinaFacile.it

Ultimo aggiornamento 31 Luglio 2023 da VetrinaFacile.it & Redazione

Riforma del diritto di famiglia

L’istituzione della famiglia come fulcro dell’affetto e protezione dei suoi membri è riconosciuta e garantita dalla costituzione, soprattutto per la famiglia legittima (filiazione legittima), fondata sul matrimonio che si basa sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con limiti stabiliti dalla legge per preservare l’unità familiare (articolo 29 Costituzione). Nel 1975, una riforma nel diritto di famiglia introdusse il “principio dell’uguaglianza tra i coniugi”, abbandonando la concezione gerarchica basata sulla potestà del marito. Da allora, entrambi i coniugi godono degli stessi diritti e doveri, compreso l’esercizio della potestà genitoriale sui figli.

Status di famiglia

Il termine “filiazione” indica il rapporto tra una persona e ciascuno dei suoi genitori. Un figlio legittimo nasce da genitori sposati non prima di 180 giorni dalla celebrazione del matrimonio, né dopo 300 giorni dallo scioglimento dello stesso. Il riconoscimento formale di figlio avviene con l’atto di nascita. Un figlio naturale, nato al di fuori del matrimonio, può essere riconosciuto tramite una dichiarazione unilaterale di paternità o maternità o tramite una filiazione adottiva.

Grado di parentela

I parenti sono coloro che discendono da uno stesso progenitore. Si parla di “parenti in linea retta” quando si tratta di persone collegate da rapporti di discendenza o ascendenti (ad esempio, genitore e figlio), mentre si parla di “parenti in linea collaterale” quando sono legate da un antenato comune senza essere discendenti l’uno dell’altro (ad esempio, fratelli o cugini).

Regime patrimoniale dei coniugi

La riforma del diritto di famiglia del 1975 ha introdotto il regime della comunione dei beni tra i coniugi, a meno che non venga espressamente scelto un regime diverso al momento del matrimonio. Con questo regime, tutti gli acquisti compiuti dai coniugi dopo il matrimonio diventano di proprietà comune fino allo scioglimento della comunione. L’amministrazione ordinaria dei beni spetta a entrambi i coniugi, mentre per gli atti di straordinaria amministrazione è richiesto il consenso di entrambi. La quota di ciascun coniuge nella comunione serve a garantire i creditori particolari, ma i creditori non possono aggredire i beni della comunione oltre la quota del coniuge debitore.

Riforma del diritto di famiglia

Nel 2014 è entrato in vigore il D.Lgs 154/2013, che ha apportato importanti modifiche al diritto di famiglia. Tra le principali novità vi è l’abolizione della distinzione tra figli legittimi e figli naturali, riconoscendoli entrambi con gli stessi diritti giuridici. Inoltre, sono stati riconosciuti ai nonni dei diritti riguardanti i nipoti, anche in caso di separazione dei genitori. La responsabilità genitoriale è stata ridefinita come “potestà” ed è esercitata di comune accordo dai genitori, tenendo conto delle inclinazioni e aspirazioni dei figli. È stato inoltre stabilito il diritto di azione per il disconoscimento della paternità e sono state regolate le azioni per la contestazione dello stato di figlio.

Diritto successorio

Si parla di successione “mortis causa” quando un soggetto subentra a un altro nei rapporti giuridici in seguito alla morte di quest’ultimo, mediante testamento o designazione di legge. La “successione” può avvenire a titolo universale, quando il successore subentra a tutti i rapporti giuridici attivi e passivi del defunto, o a titolo particolare, quando subentra solo in uno o più rapporti specifici. Sono vietati patti successori che prevedano disposizioni anticipate sulla successione. Gli eredi devono presentare la dichiarazione di successione entro un anno dalla data del decesso e corrispondere l’imposta di successione e altre imposte connesse.

Collazione e divisione ereditaria

La “collazione” è l’obbligo per i legittimari di conferire alla massa ereditaria i beni ricevuti in donazione dal defunto, al momento della divisione ereditaria. La divisione dell’eredità è l’atto che mette fine alla comunione ereditaria e attribuisce a ciascun coerede una quota specifica dei beni ereditari. La “donazione” è un contratto in cui una parte, per spirito di liberalità, arricchisce l’altra, ma può essere revocata in certi casi come l’ingratitudine del donatario o la sopravvenienza di figli del donante.

L’“azione di riduzione” è una tutela dei legittimari che permette di dichiarare inefficaci nei loro confronti le donazioni o le disposizioni testamentarie lesive della loro quota di eredità, il cui valore ecceda la quota della quale il defunto poteva disporre. Tutto ciò va fatto prima che siano decorsi determinati termini dalla trascrizione della donazione e non oltre 10 anni dalla data di apertura della successione.

Autore

Riforma del diritto di famiglia. VetrinaFacile.it: scopri tutti i nostri servizi immobiliariCHI SIAMO SERVIZI

☎️ CHIAMA  🟢 CHATTA  @ SCRIVI

 

✅ LINK RAPIDI

VALUTA GRATIS

PUBBLICA GRATIS

PUBBLICITÁ 

GUEST-POST

PUBBLICA IN 🥇 PAGINA

VENDI & AFFITTA CON NOI