COSTRUZIONI

Costruzioni

Costruzioni. La conoscenza della destinazione d’uso di un bene è importante perché essa può farne variare il valore economico. Individuando ogni categoria per tipologia d’uso, gli immobili si possono suddividere in:

  1. terreni agricoli: sono i terreni che il P.R.G. destina esclusivamente all’attività agricola; non si può considerare edificabile un terreno agricolo anche se la normativa urbanistica in vigore consente l’edificazione di alcuni tipi di costruzioni. Sui terreni agricoli, infatti, si possono edificare solo le costruzioni necessarie alla conduzione del fondo; il fondo viene ritenuto predominante sulle costruzioni e queste ultime, considerate parti accessorie, possono essere costituite sia da edifici residenziali ad uso dei conduttori del fondo, sia da costruzioni strettamente connesse all’attività agricola (capannoni per il ricovero di macchine ed attrezzi, silos, stalle ecc.).
  2. terreni edificabili: sono quelli caratterizzati dalla specifica natura edificatoria e si distinguono in terreni destinati ad uso industriale, commerciale, artigianale, direzionale e residenziale: i piani urbanistici di previsione dividono il territorio in varie zone classificandone la possibilità edificatoria secondo il tipo di sviluppo che si vuol dare al territorio comunale;
  3. fabbricati ad uso industriale ed artigianale: comprendono tutti i fabbricati destinati allo svolgimento delle attività connesse alla trasformazione e alla produzione di beni. Le costruzioni industriali sono usualmente situate ai margini del perimetro urbano in apposite zone a destinazione urbanistica industriale e/o artigianale;
  4. fabbricati ad uso commerciale e/o di servizi: magazzini di vendita, negozi, uffici bancari, uffici assicurativi, ecc.;
  5. fabbricati di uso pubblico: uffici amministrativi, scuole, edifici per il culto, edifici ad uso ricreativo-culturale, edifici ad uso sanitario e/o assistenziale, ecc.;
  6. fabbricati ad uso residenziale: sono quelli destinati ad uso abitativo.

Costruzioni. Di seguito si approfondiranno i temi relativi alla suddivisione morfologica della casa di abitazione, ai tipi edilizi e agli spazi della casa.


Costruzioni


Costruzioni – La casa d’abitazione 

Costruzioni. Le case d’abitazione possono essere suddivise in due ampie categorie: case unifamiliari e case plurifamiliari. Entrambe le categorie possono essere ulteriormente suddivise: la prima in case unifamiliari singole e case unifamiliari associate; la seconda in case plurifamiliari isolate e case plurifamiliari contigue. Le case unifamiliari singole sono edifici liberi su ogni lato destinati ad ospitare un sola famiglia. Quando non si tratti di residenze legate ad attività agricole, questo tipo di abitazione è tendenzialmente destinato ad una utenza di condizioni economiche elevate. Tali dimore possono avere carattere permanente o temporaneo (case per weekend o per vacanze). Spesso possono essere dotate di giardino esclusivo.

Costruzioni. Le case unifamiliari associate invece, sono edifici abitativi composti di più alloggi destinati a diversi nuclei familiari e per ognuno di essi è previsto un accesso indipendente dall’esterno, direttamente dalla strada o attraverso un giardino privato. Gli alloggi sono tra loro autonomi e privi di qualunque comunicazione interna o esterna. Vari possono essere i tipi di associazione:

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  1. le case unifamiliari associate con alloggi abbinati: hanno in comune solo uno dei muri perimetrali, mentre gli altri tre sono completamente liberi. I due alloggi abbinati sono usualmente disposti in maniera simmetrica rispetto al muro in comune:
  2. case unifamiliari associate con alloggi raggruppati: sono costituite da quattro appartamenti accostati tra loro aventi due muri perimetrali in comune e due liberi;
  3. le case unifamiliari associate con alloggi a schiera: sono disposte in modo che ciascun alloggio abbia due muri perimetrali in comune, rispettivamente con l’edifico che precede e con quello che segue. Naturalmente fanno eccezione i due blocchi di testata i quali hanno tre fronti liberi. Generalmente si tratta di edifici a più piani con scala interna, aventi un’area di pertinenza su un lato libero o su ambedue. A seconda della natura del terreno la schiera può essere realizzata in modo diverso: schiera longitudinale, trasversale, obliqua, sfalsata, ecc.;
  4. case unifamiliari associate con alloggi sovrapposti: sono generalmente costituite da un appartamento posto al piano terreno comunicante direttamente con l’esterno e da un appartamento posto al primo piano a cui si accede direttamente dall’esterno tramite una scala privata. La pianta dei due alloggi può coincidere oppure no: in tal caso i due ingressi sono situati dallo stesso lato oppure sui due fronti opposti. Quest’ultima soluzione contribuisce a dare maggior risalto al carattere individuale degli alloggi.

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Costruzioni – Case plurifamiliari

Sono edifici composti da vari alloggi, comunque aggregati a cui si accede tramite ingressi, scale, ascensori, ballatoi in comune. Avendo in comune una serie di servizi quali il portierato, le strade di accesso, gli impianti tecnologici, l’ingresso, le scale, l’ascensore, ecc., questi edifici hanno la necessità di costituire un condominio.

Case plurifamiliari isolate

Si tratta di fabbricati aventi i quattro lati liberi. In essi i singoli alloggi sono disimpegnati da una zona di ingresso che, spesso, accoglie anche il corpo scala-ascensore. Questi edifici vengono detti a torre quando il numero dei piani risulta elevato.

Case plurifamiliari contigue

In questi edifici i diversi elementi sono collegati tra loro mediante muri perimetrali in comune. Quest’ultimo tipo edilizio può suddividersi a sua volta in due sottogruppi:

  1. case plurifamiliari contigue in linea: esse possono svilupparsi in linea retta, variamente articolata o addirittura curva. Un carattere determinante di questo tipo edilizio è che un unico corpo scala può servire da un minimo di due a un massimo di quattro appartamenti per piano;
  2. le case plurifamiliari contigue a blocco: sono blocchi poligonali, chiusi o aperti, racchiudenti al loro interno uno spazio libero: il cortile. A seconda che si tratti di blocchi chiusi o blocchi aperti avremo, rispettivamente, cortili chiusi o cortili aperti

Costruzioni – Tipi edilizi

E’ opportuno procedere ad una illustrazione, seppur schematica, delle tipologie residenziali tradizionali più diffuse in Italia; esse sono: la casa a corte, la casa a torre, la casa a schiera e, infine, la casa in linea.

a) Casa a corte

La casa a corte è la tipologia più antica. Essa deriva, infatti, dalla domus elementare di età romana. La casa a corte è chiamata così perché all’interno di essa insiste una corte di grandi dimensioni che può essere completamente chiusa sui quattro lati o aperta su un solo lato. Oggi, in ambiente metropolitano, si ha lo sviluppo di edifici plurifamiliari a corte, dove possono essere presenti anche appartamenti a due piani (duplex).

b) Casa a torre

La casa a torre è costituita da un edifico di notevole altezza che si sviluppa intorno ad un nucleo centrale formato dalle scale e dall’ascensore.

c) Casa a schiera

La casa a schiera si sviluppa su un lotto rettangolare molto allungato con fronte di ampiezza di circa 5-6 metri; essa è destinata all’abitazione di un unico nucleo familiare; si sviluppa su più piani, generalmente non più di tre fuori terra; ha un ingresso indipendente ed una piccola pertinenza di area destinata a verde solo sul fronte o anche sul retro. E’ costruita in continuità con altre case, avendo la comunanza dei muri laterali e tutte costituiscono un unico fabbricato. L’affaccio è limitato ai due soli lati corti ad eccezione delle unità terminali. Attualmente, la tipologia a schiera sta conoscendo un momento di particolare fortuna. Di essa si tendono a sfruttare quelle possibilità di privacy e di contatto col terreno che altre tipologie non offrono; anche se per contro si ha distribuzione interna su due o tre livelli, l’ingombrante presenza della scala interna ed un costo di costruzione alquanto maggiore rispetto ad altre tipologie.

d) Casa in linea

Dalla tipologia a schiera si è sviluppata la casa in linea. La casa a schiera perde la sua singolarità per accorparsi ogni due od ogni quattro alloggi per piano; l’alloggio si sviluppa orizzontalmente su di un unico livello e si ripete, dal piano terra all’ultimo piano abbandonando, così il concetto di unitarietà abitativa in verticale dalla terra al tetto. In conseguenza di ciò, la casa in linea (o meglio edificio in linea) è destinata all’abitazione di più nuclei familiari, ogni rampa di scale non serve una sola abitazione, ma tramite i pianerottoli serve due o quattro appartamenti per piano. Questi organismi abitativi, oggi, sono diventati giganteschi complessi residenziali caratteristici della produzione edilizia contemporanea. Se nella casa in linea vi è la presenza di un ballatoio condominiale per ogni piano la costruzione prende il nome di casa a ballatoio.

Costruzioni – Gli spazi della casa

Gli spazi interni di ogni tipo di abitazione possono dividersi in due categorie: spazi serventi e spazi serviti. Gli spazi serventi sono gli ingressi, i corridoi ed i disimpegni. Gli spazi serviti sono il soggiorno, il pranzo, le camere da letto, le cucine, i bagni e i ripostigli. La possibilità di usare altri spazi come i loggiati e le terrazze, le cantine e le autorimesse aumenta la funzionalità dell’abitazione. Si esaminano, di seguito, i principali spazi serventi e serviti dell’abitazione.

a) L’ingresso, il corridoio e i disimpegni

Nelle case di abitazione, abitualmente, si ha un solo ingresso; un secondo ingresso all’abitazione è utile, se comunica direttamente con una camera-soggiorno usata come stanza degli ospiti o per il soggiorno saltuario di un parente o per il personale di servizio. Nelle abitazioni lo spazio destinato all’ingresso ha funzioni di ricevimento degli estranei. E’ utile che questo spazio comunichi con un grande armadio a muro, destinato a contenere gli indumenti che i componenti della famiglia e gli ospiti indossano uscendo di casa. La zona notte, costituita dalle camere da letto e dai bagni, deve essere sempre separata dall’ingresso. La distribuzione dei vari ambienti della casa è tradizionalmente affidata ai corridoi o ai disimpegni sui quali si affacciano le porte d’ingresso alle varie stanze: attualmente viene anche utilizzato il soggiorno per smistare gli accessi alle varie stanze; questa soluzione permette di sfruttare meglio lo spazio a disposizione ma trova forti resistenze nel costume della famiglia media italiana che non desidera avere il soggiorno di passaggio.

b) Il soggiorno-pranzo

Costruzioni. E’ lo spazio interno principale dell’abitazione nel quale si articolano le relazioni del nucleo familiare; talvolta tale ambiente ingloba anche l’ingresso. Questo spazio ospita una zona destinata al soggiorno ed una zona destinata al pranzo. Le funzioni che si possono svolgere nella zona soggiorno sono molteplici (conversazione, ascolto di musica, lettura, visione Tv, ecc.); questa zona è caratterizzata dalla presenza di poltrone, divani, piccoli tavoli. La funzione della zona pranzo è fondamentalmente quella del mangiare; tale zona è caratterizzata dalla presenza di un tavolo con sedie.

c) La cucina

Nelle abitazioni moderne, soprattutto nei centri urbani, l’economia di spazio è un elemento dominante per cui la cucina è concepita essenzialmente come luogo per preparazione dei cibi che poi vengono consumati nel soggiorno pranzo. La cucina per essere considerata tale non deve avere superficie inferiore a 8,00-9,00 mq (per esempio, secondo il Regolamento Edilizio del Comune di Roma la cubatura di una cucina non può essere inferiore a mc 15,00). In alcune abitazioni si può trovare il tinello che è una espansione dello spazio cucina nel quale mangiare senza impegnare il soggiorno pranzo.

d) La camera da letto

La funzione principale esplicata dalle camere da letto è quella del dormire. La camera da letto per due persone deve avere una dimensione tale da poter accogliere al proprio interno un letto matrimoniale con comodini e un guardaroba (per esempio, secondo il Regolamento Edilizio del Comune di Roma la superficie di tale ambiente non può essere inferiore a mq 14,00). Le camere da letto per una persona possono essere di dimensioni più ridotte ma è opportuno che abbiano lo spazio per ospitare, oltre al letto singolo e un armadio, anche uno scrittoio e una piccola libreria(per esempio, secondo il Regolamento Edilizio del Comune di Roma la superficie di tale ambiente non può essere inferiore a mq 9,00). In una situazione ideale ogni figlio dovrebbe avere la propria stanza. In un alloggio è necessaria la divisione netta fra la zona notte e la zona giorno in modo da garantire la necessaria intimità a questa parte dell’abitazione.

e) La stanza da bagno

Costruzioni. Gli apparecchi tradizionali di cui è dotato ogni bagno principale sono lavabo, vaso igienico, bidet e vasca da bagno o doccia; una stanza da bagno completa degli apparecchi sopra indicati usualmente ha una superficie di 5,00-6,00 mq. La stanza da bagno deve essere fornita di apertura verso l’esterno per il ricambio dell’aria o dotata di aspirazione meccanica. I cosiddetti bagni secondari o di servizio possono essere più piccoli e dotati solo di alcuni apparecchi essenziali quali il lavabo, il vaso igienico e, talvolta, la doccia. Importante è l’impianto igienico-sanitario che deve essere realizzato ad opera d’arte e deve essere sempre funzionante ed in buono stato di manutenzione.


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Costruzioni – Elementi di Fabbrica

Una costruzione si compone di un insieme di parti, dette elementi di fabbrica, tra loro correlate ed integrate, aventi ciascuna caratteristiche ed attributi specifici di utilizzazione e collocazione con una o più delle seguenti funzioni: garantire la stabilità dell’organismo, delimitare e classificare lo spazio e assicurare condizioni di comfort.

Costruzioni – Gli elementi di fabbrica si possono dividere in due tipi: elementi di tipo strutturale ed elementi di tipo non strutturale. I principali elementi di fabbrica di tipo strutturale si possono così schematizzare:

  1. strutture di fondazione;
  2. strutture portanti verticali;
  3. strutture portanti orizzontali.

Le strutture di fondazione sono quelle parti della struttura portante che si trovano a contatto con il terreno, o in esso affondate, e hanno la funzione di trasmettere e ripartire sul terreno stesso il peso, i carichi e le sollecitazioni cui la costruzione è soggetta. Le strutture portanti verticali sono costituite dal complesso degli elementi strutturali aventi funzioni di sostegno (muri portanti esterni, muri maestri, pilastri in cemento armato, ecc.). Le strutture portanti orizzontali sono costituite dal complesso degli elementi strutturali aventi funzioni di collegamento tra le strutture portanti verticali (archi, volte, travi, solai intermedi, solai di copertura piani o inclinati). I principali elementi di fabbrica di tipo non strutturale si possono così riassumere:

  1. tramezzi e tamponature esterne;
  2. elementi di finitura;
  3. infissi interni ed esterni;
  4. impianti.

I tramezzi sono elementi di fabbrica che hanno la funzione di suddividere verticalmente lo spazio interno della costruzione; sono di piccolo spessore e non hanno generalmente funzioni statiche. Essi debbono accoppiare alla leggerezza l’afonicità e la resistenza agli urti; generalmente sono costituiti da mattoni forati ovvero da pannelli prefabbricati. Nelle costruzioni ad ossatura indipendente – sia in cemento armato che in ferro – il compito della chiusura muraria verso l’esterno viene affidato a tamponature costituite anch’esse da mattoni forati ovvero da pannelli di tamponatura isotermici ed afonici opportunamente studiati. Le opere di finitura sono costituite essenzialmente da pavimenti, rivestimenti, intonaci, manti di copertura, controsoffitti, etc. Gli infissi sono elementi di fabbrica che nelle costruzioni sono adoperati per la chiusura delle aperture lasciate nei muri esterni e nei muri divisori (porte e finestre); possono essere in legno, ferro, acciaio, alluminio, ed oggi anche in resine sintetiche. Con il termine impianti si definiscono quell’insieme di “servizi tecnici” che sono divenuti parte integrante ed essenziale di una costruzione edilizia. I principali impianti negli edifici sono:

  1. impianto idrico sanitario
  2. l’impianto termico
  3. impianto elettrico

Con il termine “impianto idrico sanitario” si definisce l’insieme degli impianti necessari all’approvvigionamento, all’erogazione e allo scarico dell’acqua. Sotto il profilo funzionale vanno distinti in reti di approvvigionamento idrico, reti di scarico delle acque nere, reti di smaltimento delle acque meteoriche. L’impianto termico è quello che serve per il riscaldamento dell’edificio e nella maggioranza dei casi si tratta di impianti cosiddetti ad acqua calda o termosifone. L’impianto elettrico è quello che ha lo scopo di distribuire, all’interno dell’edificio, l’energia elettrica necessaria all’illuminazione artificiale e necessaria al funzionamento dei diversi apparecchi utilizzatori quali elettrodomestici, motori vari, etc. Tutti gli impianti interni ad un edificio o ad una abitazione devono essere realizzati nel rispetto del D.M. 37/08 in vigore dal 27.03.08 (decreto del Ministero dello Sviluppo Economico). Tale decreto ha sostituito la Legge 46/90 (Norme per la sicurezza degli impianti).

Costruzioni – Rappresentazione grafico progettuale 

Costruzioni. La progettazione, per grandi linee, può essere suddivisa nelle seguenti fasi:

  1. progetto di massima;
  2. progetto esecutivo;
  3. disegni di insieme e di particolari costruttivi.

La progettazione architettonica richiede la rappresentazione dell’opera in tutte le sue parti. Occorre quindi descrivere sia l’aspetto interno, tramite piante e sezioni, che l’aspetto esterno della costruzione tramite prospetti, pianta della copertura, planimetria generale.

Costruzioni – Le scale di rappresentazione

Se si deve disegnare su di un foglio di carta una pianta di un fabbricato evidentemente non è possibile dare al disegno la grandezza reale della superficie da rappresentare. Il problema si risolve disegnando una forma più piccola ma simile a quella reale del fabbricato. Questa operazione viene sintetizzata col termine di rappresentazione in scala.

Costruzioni. Per esempio: scala 1:100 significa che 1 cm. sulla carta corrisponde a 100 cm. nella realtà. Ancora: scala 1:50 significa che 1 cm. sulla carta corrisponde a 50 cm. in realtà.

La quotatura dei disegni

La quotatura viene eseguita prevalentemente su piante e sezioni mentre nei prospetti vengono indicate le quote essenziali. Gli elaborati si quotano tenendo presente il procedimento di esecuzione dei lavori; nelle piante degli edifici si dispongono, pertanto, partendo dall’esterno. All’esterno si pongono le dimensioni totali, lo spessore dei muri portanti, le distanze che intercorrono tra di loro e le distanze tra gli assi di simmetria delle aperture; all’interno le quote per la posizione dei tramezzi e degli accessori. Ogni disegno deve portare tutte le quote atte a individuare l’oggetto rappresentato in modo evidente e preciso. Le quote principali devono apparire in evidenza. Le quote di livello vanno riferite alla quota 0.00 che in un edificio è quella del piano terreno al finito. Le misure si riferiscono al rustico dell’edificio. Le unità di misura che si usano sono: i millimetri per le opere in acciaio, i centimetri per lo spessore dei muri, canalizzazioni, tubi in genere, pedate delle scale, ascensori, etc. I metri per tutte le altre parti. In una stessa tavola non si cambia l’unità di misura.

Costruzioni – Segni convenzionali per la progettazione edilizia

Negli elaborati tecnici di progetto (piante e sezioni) è necessario rappresentare gli elementi costruttivi, le parti dell’impianto elettrico, idrico-sanitario e dell’arredamento. A tal proposito si usa una simbologia normata il più possibile universale. Gli elaborati tecnici di un progetto in riferimento ad un edificio, si possono dividere in planimetrie, piante, prospetti e sezioni. Le planimetrie si inseriscono nel progetto sotto forma di stralcio per l’inquadramento territoriale dell’edificio da costruire. Si utilizzano carte topografiche dell’I.G.M. (Istituto Geografico Militare) in scala 1:25.000 che coprono tutto il territorio nazionale, oppure le carte regionali in scala 1:10.000 realizzate sulla base delle carte dell’I.G.M.. Da queste carte si possono estrarre moltissimi dati, quali:

  • la rete ferroviaria con tutti i suoi elementi;
  • le strade di tutti i tipi con i suoi elementi;
  • fossi, sorgenti, canali ed acquedotti;
  • centri abitati e costruzioni di ogni genere;
  • boschi e colture varie.

Questi tipi di carte contengono anche le curve di livello che descrivono l’andamento altimetrico del terreno.

Costruzioni. Gli stralci del PRG (Piano Regolatore Generale) e solitamente rappresentato in scala 1:2.000 o 1:1.000 e gli stralci dei fogli catastali sono rappresentati in genere alla scala 1:2.000, 1:1.000 e 1:500.

Piante, prospetti e sezioni vengono redatti in grande scala, ad esempio:

  1. la planimetria generale dell’edificio in cui si evidenzia il lotto ed il suo intorno viene rappresentata alla scala 1:500 e/o 1:200;
  2. le piante, i prospetti e le sezioni di un progetto architettonico di massima vengono rappresentati in scala 1:100. Il progetto a tale scala di rappresentazione viene utilizzato per la richiesta del Permesso a costruire presso il Comune di appartenenza del lotto. Da esso deve risultare la rispondenza alle norme tecniche di attuazione del P.R.G. e alle norme del Regolamento edilizio;
  3. le piante, i prospetti e le sezioni di un progetto architettonico esecutivo vengono rappresentate in scala 1:50; poiché la scala di rappresentazione più grande, il progetto è più dettagliato e riporta i diversi elementi costruttivi. Per alcuni particolari costruttivi può essere necessaria una rappresentazione più dettagliata: in tal caso si usano le scale di rappresentazione 1:20, 1:10, 1:5.

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