COME VALUTARE IL RISCHIO AZIENDALE

Come valutare il rischio aziendale VetrinaFacile.it

Ultimo aggiornamento 24 Gennaio 2024 da VetrinaFacile.it & Redazione

Come valutare il rischio di aziendale

Nel contesto delle transazioni commerciali, attribuire un giudizio accurato alla fiducia e alla capacità di una controparte di onorare i propri debiti assume un ruolo cruciale. Oltre a considerare il settore di appartenenza e la tipologia di prodotti offerti, è imperativo esplorare a fondo le condizioni economiche e finanziarie dell’azienda, sia attraverso un’analisi numerica che qualitativa. Questo approccio consente di acquisire una comprensione dettagliata del posizionamento dell’azienda nel confronto con i concorrenti, identificando in modo chiaro i suoi punti di forza e di debolezza.

Questo ci permette di capire come si comporta l’azienda rispetto ai suoi concorrenti e quali sono i suoi punti di forza e di debolezza.

Variabili da considerare per valutare la posizione di un’azienda

Per fare un’analisi approfondita di un’azienda e sapere come valutare il rischio aziendale, dobbiamo tenere conto di diversi fattori:

  1. dimensione: le aziende più grandi hanno in genere più risorse, ma anche più costi e complessità; 
  2. forma giuridica: le aziende possono avere diverse responsabilità e tassazioni a seconda della loro forma giuridica (es. società di capitali, società di persone, ecc.);
  3. nazionalità: le aziende possono operare in diversi paesi, con diverse regole e opportunità di mercato;
  4. appartenenza a un gruppo: le aziende possono far parte di un gruppo di imprese, con vantaggi e svantaggi in termini di sinergie e autonomia;
  5. fase del ciclo di vita: le aziende possono essere in fase di avvio, crescita, maturità o declino, con diverse esigenze e strategie;
  6. flessibilità produttiva e organizzativa: le aziende possono avere diversi gradi di adattabilità ai cambiamenti del mercato e dell’ambiente;
  7. gestire il rischio per proteggere la resilienza aziendale: le aziende possono essere esposte a diversi tipi di rischi, come il rischio di credito, il rischio di cambio e il rischio di liquidità;
  8. tipologia di clientela: le aziende possono avere clienti diversi per numero, dimensione, fedeltà, redditività, ecc;
  9. strategia di prodotto-mercato: le aziende possono seguire diverse strategie per competere sul mercato, come la leadership di costo, la differenziazione, la focalizzazione, ecc.

Questi fattori influenzano non solo il livello di guadagno e di competitività di un’azienda, ma anche la sua capacità di pagare i propri debiti.

Come misurare la salute economica di un’azienda

Per valutare la capacità di pagamento di un’azienda, possiamo usare alcuni indicatori finanziari che si basano sui dati di bilancio e sui flussi di cassa dell’azienda. Questi indicatori ci permettono di valutare due aspetti fondamentali: la liquidità e la solidità patrimoniale.

Liquidità: capacità di pagare i debiti a breve termine

La liquidità di un’azienda indica quanto sia in grado di far fronte ai suoi impegni finanziari nel breve periodo, cioè entro l’anno in corso. Per calcolare la liquidità, dobbiamo confrontare le entrate e le uscite di denaro previste nell’anno, che possiamo ricavare dal bilancio. Le entrate di denaro sono rappresentate dalle voci di attivo che si possono trasformare facilmente in denaro, come le scorte di magazzino, i crediti verso i clienti, le disponibilità di cassa, ecc. Le uscite di denaro sono rappresentate dalle voci di passivo che richiedono pagamenti nel breve periodo, come i debiti verso i fornitori, le passività finanziarie a breve termine, ecc. La liquidità è tanto maggiore quanto maggiore è la differenza positiva tra le entrate e le uscite di denaro.

Solidità patrimoniale: capacità di pagare i debiti a lungo termine

La solidità patrimoniale di un’azienda indica quanto sia in grado di far fronte ai suoi impegni finanziari nel lungo periodo, cioè oltre l’anno in corso. Per calcolare la solidità patrimoniale e – come valutare il rischio aziendale – dobbiamo esaminare il grado di indebitamento dell’azienda e la coerenza tra le fonti di finanziamento a lungo termine. Il grado di indebitamento indica quanto l’azienda si finanzia con il capitale di debito, cioè con i prestiti ricevuti da terzi, rispetto al capitale proprio, cioè con i fondi propri o dei soci. Il grado di indebitamento si può misurare con il rapporto tra il capitale di debito e il capitale proprio.

La coerenza tra le fonti di finanziamento a lungo termine indica quanto l’azienda usa il capitale di debito a lungo termine per finanziare gli investimenti in beni durevoli, come le immobilizzazioni.

La coerenza si può misurare con il rapporto tra il capitale di debito a lungo termine e le immobilizzazioni. La solidità patrimoniale è tanto maggiore quanto minore è il grado di indebitamento e quanto maggiore è la coerenza tra le fonti di finanziamento a lungo termine.

Analisi gestione finanziaria: copertura, equilibrio e prospettive monetarie

Per completare l’analisi della capacità di pagamento di un’azienda, dobbiamo anche valutare come l’azienda gestisce le sue risorse finanziarie nel tempo. Per questo, possiamo usare alcuni indicatori che si basano sui flussi di cassa generati e assorbiti dall’azienda. Questi indicatori ci permettono di valutare tre aspetti importanti: la copertura, l’equilibrio e le prospettive monetarie.

Che cos’è il grado di copertura e perché è importante

Il grado di copertura è un numero che indica se un’impresa riesce a guadagnare abbastanza per pagare i suoi debiti e i suoi azionisti. Più è alto, meglio è. Se è inferiore a uno, significa che l’impresa non riesce a coprire i suoi costi e rischia di fallire. Questo numero ci aiuta a capire se l’impresa ha problemi finanziari prima che sia troppo tardi. Non basta guardare solo la liquidità, cioè i soldi che l’impresa ha in cassa, perché questa può variare molto e nascondere situazioni critiche.

Come misurare la capacità di generare soldi

Per sapere se un’impresa ha abbastanza soldi per pagare i suoi debiti e – come valutare il rischio aziendale – non possiamo basarci solo sul suo reddito, cioè la differenza tra i ricavi e i costi. Questo perché ci sono delle operazioni che influenzano il reddito ma non i soldi, e viceversa. Per esempio, se un’impresa vende un prodotto a credito, aumenta il suo reddito ma non i suoi soldi, finché il cliente non paga. Allo stesso modo, se un’impresa compra una macchina, diminuisce i suoi soldi ma non il suo reddito, finché non ammortizza il costo. Quindi, dobbiamo guardare anche i flussi di cassa, cioè le entrate e le uscite effettive di soldi.

Come valutare la situazione finanziaria di un’impresa

Per capire se un’impresa sta andando bene o sta attraversano un crisi finanziaria non basta guardare i numeri del bilancio, ma bisogna anche confrontarli con quelli di altri anni e di altre imprese simili. Inoltre, bisogna tenere conto delle previsioni future, cioè dei piani e delle strategie che l’impresa ha deciso di seguire. Infine, bisogna valutare anche gli aspetti qualitativi, come l’organizzazione e la tecnologia dell’impresa e le opportunità e le sfide che deve affrontare. Un fattore chiave per la solvibilità di un’impresa è la sua capacità di crescere. La crescita richiede più soldi per fare nuovi investimenti, sia in beni che in scorte. Per questo, l’impresa deve essere in grado di finanziarsi, sia con i suoi profitti che con i soldi presi in prestito o dagli azionisti.

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