COME APRIRE UN’ATTIVITÁ IN PROPRIO | DA DOVE INIZIARE?

Dal piccolo al grande imprenditore, un’attività commerciale può dare prospettive inimmaginabili in termini di guadagno e di soddisfazione professionale. Esercitare un’attività in cui concretizzare le proprie passioni e capacità significa vedere il lavoro come un alleato, per vivere a pieno, con attenzione e curiosità, la nostra esistenza. Tuttavia è necessario sapersi abilmente orientare all’interno della confusione, delle incertezze e delle continue novità generate dal mondo delle attività commerciali e dei lavori autonomi. Tante infatti sono le storie di coloro che, pur avendo una grande energia e un grande spirito di iniziativa, forse abbagliati da false promesse di guadagno, si lanciano in un’attività commerciale convinti di avere l’idea vincente, senza, purtroppo, avere riscontri positivi sul mercato.

Il successo e la popolarità del proprio negozio sono infatti il frutto di una serie di scelte accurate e ragionamenti ben formulati, che hanno luogo fin dall’inizio, da quando si comincia a delineare concretamente l’idea, fino alla gestione dell’esercizio vero e proprio. In questo articolo parleremo quindi di uno dei primi e fondamentali aspetti da considerare nella prima fase di ideazione dell’attività: la tipologia di esercizio da scegliere e la location.

Una buona redditività del proprio store, così come il miglioramento della stessa, è sicuramente il fine ultimo da perseguire nel momento della concezione dell’attività, ma per arrivarci è importante focalizzarsi in fasi intermedie, visualizzare con chiarezza le alternative che offre il mercato, saper scegliere in modo efficace e, soprattutto, tenere sempre gli occhi aperti e mostrare attenzione a tutto ciò che ci succede intorno.

Indice

In cosa consiste lo spirito imprenditoriale?

Si parte dal presupposto che il più delle volte iniziare un’attività lavorativa autonoma significa entrare in un mondo sconosciuto e inesplorato, che potrebbe inizialmente generare spavento prima di poter visualizzare una rinascita professionale concreta. Tuttavia creare un brand, farlo conoscere pubblicamente e lavorare affinché si possano massimizzare i profitti significa accettare una sfida, cavalcare l’onda di una concreta possibilità che viene offerta, giocare la partita.

Ciascuno è artefice della propria sorte: non bisogna semplicemente adattarsi agli avvenimenti della nostra vita, ma è fondamentale riconoscere e sfruttare la galassia di opportunità che ci circonda. La nostra esistenza potrebbe cambiare da un momento all’altro, anche semplicemente mostrando interesse per una persona conosciuta per caso, oppure attraverso un giornale letto durante un viaggio in treno, una locandina visionata in una piazza o un annuncio sul web. Il primo input è sicuramente costituito dall’informazione e da dati e testimonianze effettive.

Il primo dato è a livello nazionale: l’Italia è un Paese di piccole e medie imprese – oltre il 90% delle Imprese rientrano in questa categoria. Probabilmente questo dato è sintomo del desiderio diffuso di autoimpiego, di poter creare il proprio futuro lavorativo, senza avere capi sopra di sé e realizzando in modo indipendente le basi per un’eredità per i propri figli. Questo risultato è testimonianza di coraggio imprenditoriale e cervelli attivi che amano il lavoro e sfruttano le giuste possibilità per l’investimento dei propri capitali.

Il secondo dato riguarda la valutazione dei settori commerciali e dello sviluppo e influenza di essi sul mercato. Le attività quali la vendita al dettaglio, la ristorazione e i locali adibiti ai servizi alla persona sono in continua crescita e trasformazione in Italia. Ciò costituisce il giusto scenario per innovativi piccoli o grandi esercizi che si vogliono affacciare sul mercato.

Come aprire una nuova attività: ambiti e categorie di investimento

E’ vero, ci troviamo nell’era dei servizi digitali, in un’epoca in cui il calo di consumi, le nuove tecnologie e l’e-commerce stanno trasformando il negozio tradizionale. La richiesta e conoscenza dei prodotti si basa sulla standardizzazione delle offerte e la vendita on-line. E’ proprio per questo che le idee commerciali e imprenditoriali vincenti sono formulate su alcuni “punti forza” quali: accoglienza, personalità, garanzia e comunicazione. Caratteristiche che un pc o un tablet non possono in alcun modo offrire.

L’attività che racchiude da sempre i suddetti punti e rappresenta per antonomasia l’idea di incontro e partecipazione è quella del food & beverage. Siamo in Italia, mangiare e bere insieme, assaggiare nuovi piatti o semplicemente trascorrere del tempo in compagnia è uno dei passatempi più diffusi. L’ambito della ristorazione, inteso anche come pub serale o locale caffè con musica e intrattenimento, è destinato a non tramontare, e rappresenta ad oggi la categoria più diffusa tra le piccole imprese commerciali.

Un ulteriore settore sempre sulla cresta dell’onda è costituito da punti vendita con articoli per la persona. Più nello specifico, i negozi di abbigliamento e intimo di grandi e piccoli marchi sono sicuramente un’attrattiva per un potenziale titolare desideroso di inaugurare una propria attività senza dover apprendere complesse skills gastronomiche. Queste categorie comprendono tutte le tipologie di offerte, dai brand più blasonati e diffusi in tutto il mondo attraverso il franchising e le catene, alle giovani start up o lavoratori autonomi che hanno un unico punto vendita con format e caratteristiche uniche e riconoscibili.

Nell’opinione comune, anche per una condizione di visibilità, le attività al dettaglio vengono spesso automaticamente associate al food e fashion. Tuttavia, un trend che ha visto una significativa e interessante crescita è quello dei servizi alle imprese e alla persona. Dal settore dell’estetica a quello della consulenza, è interessante constatare come queste aziende, dopo aver sviluppato un’immagine efficace e riconoscibile, possano aumentare il proprio volume d’affari. In quest’ultimo campo, una delle caratteristiche favorevoli riscontrate per coloro interessati è il basso costo d’investimento rispetto alla maggior parte dei format di food e fashion.

Questo perché un’attività di servizi non necessita di una cucina, di un grande quantitativo di strutture tecniche oppure di dover allestire un magazzino, anticipando una quota con una prima fornitura di prodotti da vendere. Il rischio d’impresa in questi casi è più basso, è la componente umana e non il prodotto a svolgere un ruolo fondamentale: deve essere offerto un lavoro di qualità e non un bene tangibile.

Attività commerciali: quale location?

Una volta individuato e studiato il settore in cui cimentarsi per la propria attività, è importante analizzare i criteri per scegliere la giusta tipologia di location, in grado di assicurare potenziale di vendita e di guadagno in rapporto alla categoria merceologica e ai costi che si intendono affrontare.

Una delle prime considerazioni riguarda infatti il “tasso di rendimento di una location”, ovvero, la valutazione dell’andamento di un negozio in una particolare posizione rispetto ad un’altra. La valutazione può essere effettuata analizzando ad esempio i negozi concorrenti, ovvero la tipologia di clienti, di fatturato ed eventualmente le difficoltà affrontate dai locali “competitor” che hanno sede nella stesa area o nello stesso distretto.

A differenza del food e retail, che devono calcolare esattamente dove aprire un punto vendita, le attività di servizio non sono strettamente vincolate a questo aspetto. In questi casi la location, pur non pesando come in altri settori, deve essere sempre scelta considerando un equilibrio tra posizione e visibilità, quindi sono preferibili zone non isolate o vicine al target.

Si possono individuare cinque tipologie di location:

  1. Free
  2. Standing
  3. Centri commerciali e retail park
  4. Outlet
  5. Temporary store e duty free.

Quali caratteristiche hanno e come lavorano?

1 – La tipologia free-standing è la più comune e tradizionale. In questa categoria rientrano tutti gli immobili commerciali che hanno vetrina su strada e accesso autonomo e che caratterizzano la scenografia urbana delle nostra città, sia al centro storico sia nei quartieri più periferici. Quando si sceglie il punto vendita indipendente è importante valutare la visibilità e l’accessibilità: deve essere individuabile da coloro che guidano o camminano e ubicato vicino ad aree con facilità di parcheggio e servite dai mezzi di trasporto pubblico. Da non dimenticare assolutamente è il bacino di utenza del quartiere e la competizione nella zona considerata. Avere dei diretti competitori nelle vicinanze può aiutare con il marketing ma è necessario distanziare sufficientemente il proprio locale per assicurarsi un gruppo di clienti affezionati.

2 – I centri commerciali sono la seconda tipologia di location più diffusa e si caratterizzano come contenitori di retail di diverso tipo e brand: dai servizi per la persona, agli articoli per la casa, all’abbigliamento e alle attività food & beverage. Il vantaggio di aprire un’attività commerciale al loro interno è sicuramente quello di avere a disposizione un flusso di potenziali clienti che visita il centro con l’obiettivo di acquistare prodotti o intrattenersi. Punto a sfavore di questa categoria è l’alto costo del canone di affitto e di gestione.

3 – L’outlet è la tipologia da scegliere per ridurre al minimo le spese legate al deposito della merce. Si tratta perlopiù di attività legate alla vendita di articoli d’abbigliamento e del fashion. Centri commerciali e outlet sono solitamente situati in posizioni decentrate e periferiche, spesso lungo strade statali o autostrade, la loro visibilità dunque è legata prevalentemente ad utenti che si muovono in auto.

4 – I temporary store si caratterizzano per la loro durata di apertura limitata nel tempo, da una settimana a pochi mesi, e spesso sono legate ad un brand specifico, oppure ad articoli stagionali in prossimità delle festività (ad esempio prodotti alimentari e decorativi dedicati al Natale). E’ essenziale valutare con attenzione la scelta dell’immobile: sono da preferire locali commerciali situati in zone ad altissima frequentazione di pedoni in modo da garantirsi il giusto flusso giornaliero di visitatori.

5 – Molto più difficili da aprire sono i duty-free all’interno di stazioni aeroportuali, in quanto le concessioni sono complesse da ottenere ed è necessario appartenere ad un marchio noto e con alti fatturati. Trovare la location giusta può sembrare difficile, tuttavia il mondo del commercio è estremamente dinamico e aperto alle nuove idee, perciò con una pianificazione dettagliata e un’esecuzione di successo la tua attività non potrà che prosperare. Presentarsi preparati sul mercato può dunque segnare la differenza tra il successo e la chiusura delle serrande.


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