ANIMALI DOMESTICI E CONDOMINIO: NESSUN DIVIETO

Qualche premessa prima di parlare delle nuove regolamentazioni per la gestione degli animali domestici all’interno di un condominio – animali domestici e condominio.

Se i condomini sono più di dieci deve essere approvato un regolamento che racchiude le norme destinate a regolare la vita dell’edificio e dei suoi abitanti. Ma l’autoregolamentazione ha più di un limite. 

MODIFICA DEL REGOLAMENTO CONTRATTUALE NON SEMPRE OCCORRE L’UNANIMITÀ

Il regolamento predisposto dall’originario, unico proprietario o dai condòmini con consenso totalitario può non avere natura contrattuale se le sue clausole si limitano a disciplinare l’uso dei beni comuni pure se immobili.

Conseguentemente, mentre è necessaria l‘unanimità dei consensi dei condòmini per modificare il regolamento convenzionale, come sopra, avendo questo la medesima efficacia vincolante del contratto, è invece, una deliberazione maggioritaria dell’assemblea dei partecipanti alla comunione per apportare variazioni al regolamento che non abbia tale natura.

 

E poiché solo alcune clausole di un regolamento possono essere di carattere contrattuale, l’unanimità dei consensi è richiesta per la modifica di esse e non delle altre clausole per la cui variazione è sufficiente la delibera assembleare adottata con la maggioranza prescritta dall’articoIo 1136, comma 2 del Codice civile» (Cassazione 30 dicembre1999, n. 943).

UNA CLAUSOLA PER FAR RISPETTARE IL REGOLAMENTO ALL’INQUILINO

A differenza del proprietario dell’unità immobiliare, l’inquilino non è “automaticamente” obbligato a osservare il regolamento di condominio, sia esso assembleare o contrattuale. Affinché ciò avvenga, è necessario che il proprietario inserisca una clausola nel contratto di locazione e il conduttore la accetti.

Il condominio, ad ogni modo, qualora l’inquilino disobbedisca al regolamento che ha condiviso, può sempre rivalersi sul proprietario dell’alloggio, a meno che quest’ultimo non abbia già attivato la procedura per riottenere l’immobile, avanzando la richiesta, in via giudiziaria, della risoluzione del contratto di locazione per grave inadempimento.

ANIMALI DOMESTICI IN CONDOMINIO NESSUN DIVIETO NEI NUOVI REGOLAMENTI

L’articolo 1138 dei Codice civile, dopo la legge di riforma del condominio, stabilisce che:

Le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici. Nella categoria oltre a cane e gatti, rientrano altri animali (criceti, conigli, furetti) e che  potrebbe creare non poca confusione in condominio.

In ogni caso per il proprietario dell’animale permangono alcuni obblighi, tra cui il rispetto delle disposizioni contenute nell’ordinanza del Ministero della Salute (23 marzo 2009) riguardanti l’ordine e la pulizia dell’area passaggio, l’utilizzo del guinzaglio e, se l’animale è particolarmente aggressivo, della museruola.

Inoltre, in caso di danni o lesioni alle persone, animali o cose, permane la responsabilità civile e penale dei proprietari, che sono tenuti a stipulare (soltanto se l’animale è pericoloso) una polizza assicurativa di responsabilità civile.

Infine, è utile ricordare che agli animali non è consentito circolare liberamente negli spazi comuni e in caso di rumori molesti o di odori sgradevoli, il condominio ha la possibilità di chiederne l’allontanamento.


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