ANIMALI DOMESTICI NEL CONDOMINIO

Animali domestici nel condominio

Ultimo aggiornamento 31 Luglio 2023 da VetrinaFacile.it & Redazione

Animali domestici nel condominio

Prima di esaminare le nuove regolamentazioni sugli animali domestici nei condomini, è essenziale comprendere il contesto normativo. Se il condominio conta più di dieci unità, è obbligatorio approvare un regolamento che stabilisca le norme per la vita dell’edificio e dei suoi abitanti.

La modifica del regolamento contrattuale non sempre richiede l’unanimità. Se il regolamento iniziale è stato redatto da un unico proprietario o con il totale consenso dei condomini e le sue clausole riguardano esclusivamente l’uso dei beni comuni, senza natura contrattuale, allora non è necessaria l’unanimità per apportare modifiche.

Quindi, mentre per la modifica del regolamento contrattuale è richiesta l’unanimità dei consensi dei condomini, nel caso di un regolamento senza natura contrattuale, è possibile apportare variazioni con una deliberazione maggioritaria dell’assemblea dei partecipanti alla comunione.

È importante notare che solo alcune clausole del regolamento possono avere natura contrattuale, mentre altre riguardano aspetti diversi. Per la modifica delle clausole contrattuali, è necessaria l’unanimità dei consensi, mentre per le altre clausole, la variazione può avvenire con una delibera assembleare, adottata con la maggioranza stabilita dall’articolo 1136, comma 2 del codice civile (Cassazione 30 dicembre 1999, n. 943).

Clausola per far rispettare il regolamento all’inquilino

A differenza del proprietario dell’unità immobiliare, l’inquilino non è automaticamente vincolato dal regolamento di condominio, sia esso assembleare o contrattuale. Per imporre al conduttore l’osservanza del regolamento condominiale, è necessario che il proprietario inserisca una specifica clausola nel contratto di locazione, e il conduttore deve accettarla esplicitamente.

Tuttavia, se l’inquilino disattende il regolamento condominiale, il condominio può comunque agire nei confronti del proprietario dell’appartamento. A meno che il proprietario non abbia già intrapreso azioni legali per recuperare l’immobile, richiedendo in via giudiziaria la risoluzione del contratto di locazione a causa di una grave inadempienza dell’inquilino. In tal caso, il condominio potrebbe rivalersi sul proprietario solo se quest’ultimo non ha già avviato il processo per riottenere il controllo dell’immobile.

Animali domestici in condominio: nessun divieto nei nuovi regolamenti

Dopo la riforma del condominio, l’articolo 1138 del codice civile stabilisce che il regolamento condominiale non può vietare il possesso o la detenzione di animali domestici. Questa categoria include non solo cani e gatti ma anche altri animali come criceti, conigli e furetti, il che potrebbe causare qualche complicazione all’interno del condominio.

Tuttavia, i proprietari degli animali hanno alcuni obblighi da rispettare, come seguire le disposizioni contenute nell’ordinanza del Ministero della Salute del 23 marzo 2009 riguardanti l’ordine e la pulizia delle aree di passaggio, l’uso del guinzaglio e, se l’animale è particolarmente aggressivo, l’uso della museruola.

Inoltre, i proprietari rimangono responsabili civilmente e penalmente in caso di danni o lesioni a persone, animali o cose. Se l’animale è considerato pericoloso, i proprietari sono tenuti a stipulare una polizza assicurativa di responsabilità civile.

Va sottolineato che gli animali non possono circolare liberamente negli spazi comuni e, in caso di rumori molesti o odori sgradevoli, il condominio ha il diritto di richiederne l’allontanamento.

Libertà di possedere animali domestici in condominio: implicazioni della legge di riforma

Durante l’ultimo dibattito in commissione giustizia al Senato, prima dell’approvazione della legge di riforma del condominio, è stata introdotta una norma che vieta al regolamento di condominio di proibire il possesso o la detenzione di animali domestici. Le interpretazioni dei Tribunali hanno confermato questa disposizione, richiamando la convenzione Europea per la protezione degli animali da compagnia del 1987, ratificata nel 2010, che sottolinea il ruolo sociale degli animali da compagnia nel migliorare la qualità della vita delle persone.

Alcune sentenze hanno chiarito che questa norma si applica anche ai regolamenti contrattuali, mentre altre hanno stabilito che riguarda solo i regolamenti approvati dall’assemblea condominiale con maggioranza. Questi ultimi sono assimilabili alle delibere e non possono imporre limitazioni sull’uso delle proprietà individuali.

La definizione di animale domestico è data dal DPCM 28/02 del 2003, che considera ogni animale tenuto o destinato ad essere tenuto dall’uomo per compagnia o affezione, escludendo scopi produttivi o alimentari. Inoltre, il regolamento 998/2003/Ce elenca specificamente quali animali rientrano nella categoria degli animali domestici, tra cui cani, gatti, furetti, invertebrati (esclusi api e crostacei), pesci tropicali decorativi, anfibi e rettili, uccelli (esclusi volatili previsti dalle direttive 95/539/Cee e 92/65/Cee, nonché roditori e conigli domestici.

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