SECONDA CASA: ACQUISTARLA O NON ACQUISTARLA?

SECONDA CASA

Abbastanza in crisi il settore della seconda casa. Ma più che altro entro i confini nazionali.

Gli acquisti degli italiani all’estero, infatti, continuano a vivere un momento vivace. La discesa delle quotazioni in molte località di mare e di montagna, non hanno rivitalizzato il mercato. Mercato sul quale pesa una tassazione che si è sempre più inasprita negli ultimi anni.

Secondo gli esperti di mercati i prezzi hanno tenuto nelle location di maggior prestigio dove una scarsa offerta di immobili deve fare fronte a richieste numerose, in alcuni casi in arrivo anche dall’estero.

È per esempio la situazione che si riscontra per quanto riguarda la montagna nella zona della Val Gardena, dove l’attenzione al territorio ha portato sul mercato pochissime case nuove, mantenendo elevate le quotazioni, oppure sul lavo località come Cernobbio sul lago di Como.

Gli italiani

Gli italiani negli ultimi anni hanno preferito guardare oltre frontiera. Per acquistare abitazioni da sfruttare come seconda casa, da mettere a reddito oppure da tenere per fare studiare i figli in una capitale europea.

Secondo i dati di Scenari Immobiliari il secondo semestre 2015 si è chiuso con un aumento degli acquisti di immobili. Parliamo di immobili all’estero da pare delle famiglie italiane lievemente superiore alle previsioni. Questo pari al 4,2% in più rispetto all’anno precedente. Nel 2015 sono state concluse in tutto 47.600 transazioni oltre frontiera. Mentre sono state 32mila le transazioni per seconde case in Italia – per un investimento totale di oltre sette miliardi di euro.

Ripresa del mercato immobiliare

Un aumento di acquisti ha comportato la ripresa del mercato immobiliare nella maggior parte dei Paesi. Accompagnati da un clima di crescente fiducia tra investitori e famiglie. Questo dovuto anche dalla maggiore disponibilità delle banche e dai tassi di interesse ai minimi storici. Le famiglie italiane cercano casa all’estero per due ordini di motivi: il nostro Paese offre minori certezze su temi legislativi e fiscali. Inoltre molte Nazioni europee presentano un’offerta varia e quotazioni competitive.

A fare la parte del leone è oggi la Spagna, che catalizza oltre un quarto degli investimenti, seguita da Stati Uniti e Gran Bretagna.

Verso queste due ultime Nazioni, dove gli acquisti si concentrano soprattutto a New York e a Londra, l’interesse si è ridotto. Questo per via del cambio poco favorevole per un compratore in euro e per le quotazioni ormai stellari.

Oltre il 50% delle famiglie acquirenti cerca per investimento. mentre il 23% punta all’uso diretto.

In questo modo cercano immobili di dimensioni modeste in località caratterizzate da prezzi di sconto e collegate all’Italia da voli low cost. Una fetta consistente è quella rappresentata dagli acquisti di chi cerca una meta dove andare a vivere una volta raggiunta l’età della pensione. E qui oltre ai valori immobiliari entrano in gioco anche una serie di agevolazioni studiate da molti Paesi per attirare nuovi residenti.


 

TORNA ALLA HOME