COMPRARE CASA. IL “TETTO” É SEMPRE AL PRIMO POSTO

COMPRARE CASA

Una casa che tutti vogliono. Comprare casa. Il tetto è sempre al primo posto nei desideri delle famiglie: in proprietà per chi può permetterselo, e magari più grande per migliorare la propria condizione abitativa.

Comprare casa non è, in teoria, un operazione complessa. In pratica, tuttavia, vi sono diversi particolari, di non poco conto, da tener presenti. Certo, per molti si tratta della “prima casa” cioè  quelli in cui si va ad abitate e che lo Stato agevola con imposte di registro o Iva super scontate (rispettivamente il “2% o il 4% a seconda di chi è il venditore).

L’attenzione sul prezzo e sulla qualità dell’immobile, e naturalmente sulle tasse, è quindi fortissima.

Ma vanno considerati diritti, doveri e obblighi delle parti. Venditore e acquirente si trovano coinvolti in un reciproco vincolo di pretese da veder soddisfare e doveri da rispettare. Se alcuni di questi diritti/obblighi, quali il pagare/ricevere il prezzo e il consegnare/ricevere l’immobile, sono ovvi e scontati, altri risultano per lo più sconosciuti.

I diritti

Il venditore ha diritto di ricevere dall’acquirente al momento della sottoscrizione del contratto di vendita l’intero importo pattuito. Spesso il venditore ha già ricevuto un anticipo del prezzo, in genere a titolo di caparra. Avrà pertanto in tal caso alla somma dovuta per differenza, ossia al saldo del prezzo di vendita. E’ comunque facoltà del venditore concedere una dilazione di pagamento all’acquirente, con o senza interessi. Sta alla sua discrezionalità (in base anche alla fiducia verso la controparte) chiedere e ottenere dall’acquirente, anche su consiglio del notaio, eventuali garanzie per il buon esito del pagamento dilazionato del prezzo.

Queste le alternative:

  1. semplice menzione in atto della dilazione di pagamento;
  2. emissione di cambiali con o senza garanzia ipotecaria;
  3. iscrizione di ipoteca legale;
  4. riserva di proprietà sino al pagamento dell’ultima rata di prezzo.

Un accenno, infine, alle modalità di pagamento: essendo vietato pagare in denaro contante per importi da 3mila in su, l’alternativa si pone in sostanza tra assegni circolari non trasferibili (ossia emessi dalla banca, con garanzia dell’esistenza della copertura), bancari o postali non trasferibili (privi della garanzia) e bonifico bancario.

Nel prossimo post parleremo degli “obblighi reciproci”


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