CANONE D’AFFITTO LIBERO: NESSUNA AGEVOLAZIONE FISCALE E’ PREVISTA PER QUESTO CONTRATTO

canone d'affitto libero

Nessuna particolare agevolazione fiscale è prevista per i contratti a canone libero, tranne che per il fatto di potersi avvalere del regime di tassazione con cedolare secca.

Alcune attenzioni sono però importanti da prendere per poter stipulare un contratto a canone libero.

Inizialmente ricordiamo che sussiste la nullità dei contratti di locazione che non sono stati scritti e registrati.

Questo comporta notevoli problemi. Uno di questi è la gestione del rapporto per determinare il corrispettivo dovuto per una occupazione della casa e la durata del tempo di permanenza all’interno di quest’ultimo.

L’ ARTICOLO 13 LEGGE 431/98

modificato attualmente nell’articolo1, comma 59, della legge 208/15: dal primo gennaio 2016, è nulla ogni pattuizione volta a determinare un importo del canone di locazione superiore a quello risultante dal contratto scritto e registrato.

La norma ha pure fatto carico al locatore di provvedere alla registrazione nel termine perentorio di 30 giorni, dandone documentata comunicazione, nei successivi 60 giorni, al conduttore ed all’amministratore del condominio. Questo ai fini dell’ottemperanza agli obblighi di tenuta dell’anagrafe condominiale di cui all’articolo 1130, n.6, del Codice civile.

Nei casi di nullità previsti dalla norma il conduttore, con azione proponibile nel termine di sei mesi dalla riconsegna dell’immobile locato, può chiedere la restituzione delle somme corrisposte in misura superiore al canone risultante dal contratto scritto e registrato.

EXTACOMUNITARI: A COSA PRESTARE ATTENZIONE

Quando si affitta un appartamento ad una persone extracomunitaria è importante prestare attenzione, in funzione dell’articolo 12, comma5 bis, del decreto legislativo 286 del 1998 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione)

prevede che chiunque a titolo oneroso, al fine di trarre ingiusto profitto, dà alloggio ovvero cede, anche in locazione, un immobile a uno straniero che sia privo di titolo di soggiorno al momento della stipula del contatto di locazione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

Da qui la necessità di verificare che l’aspirante conduttore sia in regola, all’inizio del rapporto e nel caso di suo rinnovo, con il permesso di soggiorno.

Allo scopo di conservare il corrispettivo pattuito nella sua integrità è poi necessario tenere distinto l’ammontare del canone da quello delle spese accessorie.

Infatti, nel caso di un corrispettivo che comprenda canone e spese – in maniera complessiva l’aumento delle spese accessorie nel corso degli anni – va ad incidere su quello che è il reddito vero e proprio riducendolo di fatto.

L’ARTICOLO 9 LEGGE 392 del 1978

fissa i criteri generali per la suddivisione tra proprietari e conduttori degli oneri accessori.

Tuttavia nel 2014 le organizzazioni della proprietà e dei conduttori hanno concordato la tabella che definisce la ripartizione delle spese per oneri accessori fra locatore e conduttore.

Questa tabella, che distingue analiticamente le varie voci di spesa, potrà essere richiamata nel singolo contratto di locazione per disciplinare i rapporti tra le parti sul punto , evitando così possibili contenziosi estenuanti anche se di poca rilevanza economica.

La scelta di locare con l’applicazione di un canone liberamente determinato e debitamente registrato comporta la tranquillità per una locazione che non è soggetta a possibili contestazioni da parte del conduttore .

La libertà di determinare il canone abitativo rende, in questo periodo, la locazione abitativa più conveniente anche rispetto ai contratti ad uso diverso da quello abitativo che, se pur liberi per quanto riguarda la determinazione del canone, hanno una durata di sei anni rinnovabile, maggiore di quella prevista per legge per le abitazioni. A detta convenienza temporale si aggiunge poi quella fiscale data dalla tassazione del reddito con cedolare secca, utilizzabile solo per le locazioni abitative.


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