CEDOLARE SECCA 2016: A CHI CONVIENE?

cedolare secca

La cedolare secca rappresenta un regime agevolato di cui il proprietario e l’inquilino di un’immobile possono scegliere di avvalersi.

La domanda che ci siamo posti oggi quindi è: perché scegliere questa opzione? Quali vantaggi si possono trarre?

Innanzitutto, per il calcolo della cedolare secca, è bene sapere che la legge prevede l’applicazione di un’imposta sostitutiva così divisa: al 10% dal 2014 al 2017, al 15% dal 2018 per i contratti a canone concordato o al 21% se a canone libero (cioè 4+4). 

Il Piano Casa promosso da Matteo Renzi

ha ammesso la riduzione dell’aliquota cedolare secca per tutti gli immobili sfitti, passando dunque dal 15% al 10%. Questa riduzione ha una durata quadriennale a partire dall’anno 2014. Accedendo alla cedolare secca il proprietario di casa non è più tassato in base al suo reddito, bensì sul canone incassato attraverso l’affitto; in tal modo anche per l’affittuario i costi e le spese si riducono.

Essendo un’opzione facoltativa, la sua scelta deve essere comunicata all’Agenzia delle Entrate

al momento della registrazione del contratto, oppure, durante la proroga della scadenza. In pratica consiste quindi nella applicazione di un’aliquota sostitutiva che sostituisce, appunto, l’Irpef e le relative addizionali, l’imposta di registro del contratto di locazione; l’imposta di bollo di 16 euro.

Vediamo ora più nello specifico cosa comporta la riduzione dell’aliquota della cedolare secca al 10%.

Essa è prevista prima di tutto dal 2014, 2015, 2016 e 2017 per tutti quei proprietari di casa che decidono per il regime delle locazioni a privati con canone concordato, ubicati in zone con alta tensione abitativa oppure in luoghi colpiti da calamità naturali; questi contratti non possono essere aziendali.

Scegliendo questo regime il proprietario rinuncia però all’aggiornamento ISTAT del canone e gode dell’esenzione dal pagamento dell’imposta di registro.

Diverso è, invece, il caso del canone libero che prevede un’aliquota del 21%, come accennato già più sopra. La legge ha ammesso infine, la riduzione dell’aliquota cedolare secca per tutti gli immobili sfitti, passando dal 15% al 10%.


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